Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Sgarbi torna sul "caso" dimissioni: "Musumeci deve la sua vittoria a me..."

Per il critico d'arte determinante è stato il ritiro della propria candidatura a governatore: "Mia nomina ponderata da Berlusconi, Ghedini e Musumeci, peraltro con una lettera sottoscritta da Berlusconi. Non una scelta di Musumeci, ma un accordo politico che va rescisso con la volontà delle due parti"

Vittorio Sgarbi

"Il mio assessorato non è una scelta di Musumeci, ma un accordo politico che va rescisso con la volontà delle due parti". Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura della Regione Siciliana, torna sulla polemica degli ultimi giorni in merito alle sue dimissioni. Rese più concrete dall'elezione alla Camera, è stato il presidente dell'Ars Miccichè a indicare la possibile data per "l'addio" del critico d'arte alla Sicilia. Lo stesso Sgarbi poi è intervenuto per chiarire tempi e modi e, in una lunga nota, aveva aveva parlato di "patti no rispettati". Oggi torna a chiarire quell'espressione.

“Ho fatto riferimento - si legge in una nota - al patto tra galantuomini perché la mia nomina ad assessore è stata ponderata da Berlusconi, Ghedini e Musumeci, peraltro con una lettera sottoscritta da Berlusconi a Musumeci, quando si è valutato, sulla base dei sondaggi di Pagnoncelli, che le liste dei candidati di Rinascimento in tutti i collegi siciliani, che il Mir (il “Movimento in Rivoluzione fondato da Giampiero Samorì)  tenacemente intendeva presentare, poteva raggiungere tra i 5 e i 7 punti percentuali, togliendoli tutti all’area del centrodestra. Nella situazione in essere al momento, e con me candidato presidente, sarebbe stata la differenza per far perdere Musumeci e consegnare la Regione ai 5 Stelle. Se ne desume - sottolinea Sgarbi - che Musumeci, nel patto tra galantuomini, deve la sua vittoria alla mia scelta. Si può anche dimenticare, ma è un dato di fatto. Il mio assessorato - aggiunge Sgarbi -  non è una sua scelta, ma un accordo politico che va rescisso con la volotà delle due parti". 

“Non avrò da pretendere che il presidente debba nominare un assessore indicato da me, favorendo un’altra componente. Sono certo che sarà un siciliano e sarà di una parte politica. Per quello che mi riguarda, per il mio rispetto degli accordi e delle garanzie, l’assessore non potrà che essere di Forza Italia. Ogni altra scelta sarebbe un arbitrio politico”.

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