Morra a Palermo: "Boss usano massoneria per infiltrarsi nella politica"

Il presidente della commissione nazionale antimafia Nicola Morra in città per incontrare il prefetto e i rappresentanti delle forze dell'ordine. In agenda anche un colloquio con Giuseppe Piraino, l'uomo che ha ripreso con una telecamera nascosta il suo estorsore facendolo arrestare

Morra alla caserma Carini - foto Twitter

E' iniziata dalla caserma Carini, sede del comando provinciale dei carabinieri, la visita in città del presidente della commissione nazionale antimafia Nicola Morra. In agenda un incontro con il comandante Antonio Di Stasio, il comandante del reparto operativo Mauro Carrozzo e il maggiore Dario Ferrara, comandante del nucleo investigativo provinciale. Poi il colloquio con Giuseppe Piraino, l'imprenditore che ha 
denunciato le richieste di pizzo e ha fatto arrestare il suo aguzzino. Infine la tappa in prefettura e in procura.

"Le infiltrazioni nella politica sono da monitorare e da bonificare", ha detto Morra. Parlando del cosiddetto "sistema Montante" ha chiarito di "non avere avuto modo di leggere le carte dell'indagine conoscitiva della commissione regionale Antimafia. So quello che sappiamo avendo letto i giornali. Il caso Montante è 'inquietante', ci fa capire come molto spesso anche nella cosiddetta antimafia si annidi la mafia, ma d'altra parte questi sono vecchi insegnamenti, che lo stesso Leonardo Sciascia ci ha lasciato". Per Morra c'è la nacessità di "promuovere ogni sforzo affinché si faccia verità. Non è ammissibile che qualcuno, spacciandosi per ciò che non è, possa minare lo sforzo di tanti cittadini onesti che vogliono colpire alla radice le organizzazioni di tornasole per permettere a noi di capire che anche dietro chi si presenta come bianco ci potrebbe essere il grigio o il nero". 

Il presidente dell'Antimafia a Palermo, incontrerà imprenditore che si è ribellato al pizzo

Inevitabile un commento sull'operazione compiuta ieri dai carabinieri, che ha portato alla luce una presunta loggia segreta che avrebbe condizionato la vita politica siciliana e che ha fatto scattare la manette per 27 persone, tra cui anche politici regionali.

Secondo Morra "Ormai la massoneria è una realtà in alcune regioni meridionali fortemente attenzionate dalle organizzazioni di stampo mafioso. Io - ha aggiunto - vengo dalla Calabria dove ci sono procedimento in corso che dimostrano che questa attenzione della 'ndrangheta nei confronti della massoneria. Ci sono prove dibattimentali che dimostrano questa attenzione delle mafie nei confronti della massoneria. In cui Cosa nostra ha usato la massoneria per introdursi in ambienti anche politici rilevanti. Ecco perché bisogna rilevare ancora di più il mondo massonico".

La visita di Morra in città antiicipa quella dell'intera commissione Antimafia: "L'obiettivo di questa visita - ha spiegato - è preparare, probabilmente tra maggio e giugno, una visita ufficiale. Sono giunte notizie positive nel corso degli ultimi mesi da questi territori. Anche questa mattina a Bagheria è stato effettuato un importante arresto". Per Morra è importante sia "sottolineare la rilevanza della repressione che lo Stato deve operare nei confronti di certi fenomeni, sia far capire che il vero intervento non può che essere preventivo. Oggi abbiamo fatto un punto veloce della situazione, sono stati sottolineati i progressi raggiunti perché la Palermo del 2019 non è affatto quella degli anni Novanta, ma c'è la consapevolezza che l'azione di contrasto alle organizzazioni mafiose non è finita". 

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