Violenza contro le donne, M5S: "A Palermo e Catania 500 mila euro non spesi"

Secondo quanto ricostruito dai pentastellati i due Comuni si erano dichiarati disponibili a presentare e realizzare una progettualità pilota, ma poi tutto si è arenato. "Le risorse - dice Claudia La Rocca - sono posteggiate dal 2012"

“Nell’era in cui i fondi pubblici sono sempre più ridotti, è assurdo scoprire che ci sono 500mila euro 'posteggiati' dal 2012, impegnati ma mai spesi. I fondi in questione, assegnati dalla Regione ai due comuni di Palermo e Catania, sarebbero serviti al contrasto alla violenza di genere. Nello specifico, 50mila euro da destinare a iniziative di prevenzione e informazione, mentre 445mila euro per bandi multiazione, ovvero da assegnare a case di accoglienza, centri antiviolenza, iniziative volte alla formazione e all'inserimento lavorativo, quindi di fatto all'applicazione di quanto previsto nella legge regionale del 2012”. La denuncia parte dalla deputata all’Ars del Movimento 5 Stelle Claudia La Rocca.

Secondo quanto ricostruito dai pentastellati "Palermo e Catania, comuni capofila dei distretti socio sanitari D42 e D16, si erano dichiarati disponibili a presentare e realizzare una progettualità pilota, in conformità agli indirizzi della legge regionale n.3 del 2012 (Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere) e alle linee guida operative, considerato che i distretti in questione sono gli unici in Sicilia ad avere i protocolli di rete riconosciuti dal Dipartimento pari opportunità ministeriale".

La parlamentare Cinquestelle si è imbattuta in questa vicenda dopo aver avviato approfondimenti attraverso l'assessorato regionale alla Famiglia sulla possibile chiusura del centro antiviolenza "Le Onde". “Allo stato attuale, Palermo non ha nemmeno messo a bando le risorse, mentre da Catania hanno espletato il bando e individuato, a quanto pare, l'aggiudicatario ma non hanno mai avviato nulla. Questa storia è a dir poco paradossale, – conclude la parlamentare Cinquestelle –  stiamo già predisponendo una nota da inviare alle amministrazioni di Palermo e Catania”.     

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