Consiglio, è stallo sul gruppo unico degli orlandiani: il progetto del sindaco non convince

Si è concluso con un nulla di fatto il vertice tra Orlando e i consiglieri di Mov139, Palermo 2022, Comitati civici. Tante le perplessità sull'operazione: dalla poca chiarezza sul percorso politico alle frizioni con Cusumano. E Giambrone restò travolto dalla "valanga" renziana

Orlando e il suo braccio destro Giambrone

Dopo l'accelerazione del sindaco, arriva la frenata dei consiglieri. Il gruppo unico che Orlando vorrebbe costituire riunendo i consiglieri rimasti in Mov139, Palermo 2022 e Comitati civici è in una situazione di stallo. Le argomentazioni del Professore non avrebbero convinto i consiglieri e, nella sostanza, l'incontro di oggi a Palazzo delle Aquile si è concluso con un nulla di fatto. 

Una tappa interlocutoria, l'inizio comunque di un ragionamento che sindaco e consiglieri proseguiranno nei prossimi giorni. Anche se la "partita" sul gruppo unico, anticipata ieri da PalermoToday, adesso è tutta in salita. Durante il faccia a faccia, durato un paio d'ore, i toni sarebbero stati tutt'altro che distesi. Le perplessità sono ancora tante, soprattutto tra chi non intravede nell'operazione del sindaco un progetto politico a lunga scadenza. Per intenderci, in grado di preparare il terreno per i prossimi appuntamenti elettorali. Ma non è tutto. I consiglieri di più stretta osservanza orlandiana avrebbero lamentato al sindaco un mancato coinvolgimento nelle scelte fatte in questi anni: ad esempio sugli assessori.

Ma facciamo un passo indietro. L'incontro è stato preceduto da una dichiarazione in Aula del consigliere Giulio Cusumano, che ha irritato gli orlandiani puri: "Confermo il mio sostegno a Orlando nell'area del civismo - ha detto Cusumano dopo la costituzione ufficiale dei due gruppi di Italia Viva -. Sono stato eletto con una lista civica e resto un consigliere civico". Cusumano sarebbe il più entusiasta del gruppo unico; mentre altri consiglieri - soprattutto Sala, Giaconia e Valentina Chinnici - non lo vedrebbe di buon occhio. Anzi, lo ritengono non del tutto compatibile: sia per storia politica (in passato Cusumano ha militato anche nel centrodestra) sia per la condotta tenuta in questa consiliatura (l'ex Mpa non ha votato Totò Orlando alla presidenza del Consiglio e dopo aver lasciato Palermo 2022 ha "flirtato" con Ferrandelli). Insomma, se non è un veto poco ci manca.

Italia Viva, i renziani debuttano in Consiglio e all'Ars

Oltre alla "chimica" interna, per gli orlandiani della prima ora c'è pure un problema che riguarda la poca chiarezza del percorso politico. E qui ad essere chiamati in causa sono Leoluca Orlando e il suo braccio destro Fabio Giambrone. Quest'ultimo, per troppo attendismo, avrebbe sottovalutato l'operazione Italia Viva e alla fine, anziché governare questo processo di transizione al nuovo partito di Renzi (sull'indicazione tracciata dal sindaco), è rimasto "travolto" dalla valanga renziana. Con il risultato che il passaggio a Italia Viva di Bertolino e Terrani, due consiglieri molto vicini Orlando, ha provocato uno scossone non da poco.

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C'è poi il tema sul contenitore politico nel quale confluire, perché al momento gli orlandiani non sono né carne né pesce. Il sindaco (che non avrebbe rinnovato la tessera del Pd) propenderebbe per Italia Viva, mentre almeno quattro consiglieri (Sala, Giaconia, Chinnici e Caracausi) per i dem. Il Pd, seppur in crisi, avrebbe un maggiore peso elettorale e garantirebbe più spazi: questa le considerazioni di alcuni consiglieri. Sarebbero invece per il progetto civico Cusumano, Volante (che dialoga pure con Diventerà Bellissima) e Caputo (con opzione su Italia Viva). L'idea del ritorno al civismo politico, nelle intenzioni di Orlando, avrebbe l'obiettivo di controbilanciare il peso dei renziani e giustificare, con l'allargamento della Giunta, la nomina dei nuovi assessori fuori dal contesto dei partiti. Una mossa giudicata ad esclusivo beneficio del sindaco e comunque non agganciata ad un progetto politico. Tutti elementi che, messi assieme, rendono ancora complicato il cammino per arrivare ad un'intesa che possa concretizzarsi in un gruppo unico. 

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