Forzese: "O atto di responsabilità da parte di Lombardo o dimissioni di tutti noi”

Iniziativa del deputato regionale Marco Forzese, vicepresidente del Gruppo Parlamentare “Unione di Centro” all'Ars, che invia una lettera a tutti i colleghi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

È di iniziativa del deputato regionale Marco Forzese, vicepresidente del Gruppo Parlamentare “Unione di Centro” all’Assemblea Regionale, la lettera inviata oggi ai colleghi onorevoli dopo l’intervento del Presidente Lombardo sulla vicenda giudiziaria che lo vede indagato. “In un momento di gravissima crisi sociale, economica ed occupazionale – si legge nella nota - l’operato del Governo regionale appare sempre più inadeguato e lontano dalle vere e drammatiche istanze delle famiglie e delle imprese siciliane. Le alchimie di palazzo sono diventate l’unica cifra distintiva di una fase di governo sempre più povera di idee e contenuti. Il fallimento dell’ennesimo governo “tecnico” è un dato ormai palese e che, in coscienza, nessuno credo possa negare: i gravissimi ritardi nell’impiego dei fondi comunitari, un Bilancio regionale sempre più asfittico ed ingovernabile e la pratica paralisi d’interi rami dell’amministrazione sono realtà tristemente evidenti e che dovrebbero richiamare ognuno di noi alle proprie responsabilità verso gli elettori ed i cittadini tutti”.

“Nonostante – afferma Forzese - l’esplodere delle proteste da parte di tantissimi cittadini esasperati dalla crisi e sempre più disillusi rispetto alle istituzioni, percepite come lontane e sorde, la colpevole inerzia del Governo determina una progressiva perdita di credibilità che, lungi dall’investire soltanto i diretti responsabili, sta distruggendo la residua fiducia nella politica e nella democrazia rappresentativa, con i rischi che tutti dobbiamo avere chiari e presenti. A questo si aggiunge l’ulteriore elemento d’incertezza determinato dalla posizione giudiziaria del Presidente della Regione, rispetto alla quale assistiamo al quotidiano stillicidio di notizie contraddittorie e di criptiche dichiarazioni da parte dell’interessato, che pesano come una spada di Damocle sulla legislatura in corso. Senza voler in alcun modo entrare nel merito delle vicende, che competono esclusivamente alla Magistratura e rimanendo assolutamente fedeli alla corretta prassi della ‘presunzione d’innocenza’, la situazione determinatasi, in termini politici, è ormai del tutto inaccettabile ed insostenibile”.

“Sta a noi - dice Forzese rivolgendosi ai colleghi deputati - compiere un atto di responsabilità ed amore per la nostra terra: se 46 di noi accetteranno di mettersi in discussione, sottoponendosi nuovamente al corpo elettorale, potremo prepararci per una nuova fase politica che sappia dare risposte alle tante, troppe, tragedie della nostra amata Sicilia. Mi permetto perciò - facendo appello al comune senso di responsabilità verso la Sicilia ed i siciliani, e coscienti di dover accettare un sacrificio nell’immediato per salvaguardare le istituzioni che siamo chiamati a servire - di chiedere a tutti voi, cominciando da me per primo, di compiere un atto di chiarezza e di serietà: in mancanza di una chiara indicazione da parte del “Governatore” e per evitare che la nostra Regione subisca l’onta di un ulteriore anno di delegittimazione, di rassegnare collettivamente le nostre dimissioni, determinando, ai sensi del vigente articolo 8bis dello Statuto, la conclusione di questa agonizzante legislatura e permettendo ai siciliani di aprire una nuova fase politica”.

“Se, perciò, entro tempi brevissimi, non arriverà, da parte del “Governatore”, un atto concreto di responsabilità e chiarezza, - conclude Forzese - toccherà a noi dare un’efficace risposta a quanto tutti i siciliani, a partire dai nostri elettori, ci chiedono. Chi si sottrarrà, potrà essere considerato complice e corresponsabile di una situazione che, nell’interesse supremo della nostra isola, deve chiudersi e lasciare spazio ad una nuova fase che restituisca speranza”.

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