Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Caso Tutino-Crocetta, pioggia di polemiche: "Il Pd lo mandi a casa entro domani"

Lo dice Fabrizio Ferrandelli, vice presidente dell'antimafia regionale: "Entro il 19 luglio il Governatore deve consegnare le sue dimissioni". Palazzotto (Sel): "Siamo oltre il limite della decenza". Corrao (M5S): "Le intercettazioni lasciano sgomenti"

"Il Pd mandi a casa Crocetta entro domani", "Siamo oltre il limite della decenza", "Crocetta indegno assertore di una falsa e ipocrita antimafia di comodo". Ecco alcuni dei commenti arrivati subito dopo "l'autosospensione" di Crocetta da presidente della Regione, a seguito dell'intercettazione shock resa nota dall'Espresso in cui Tutino (primario di Villa Sofia arrestato per truffa e medico personale del Governatore) dice: "Lucia Borsellino va fatta fuori, come suo padre".

LE REAZIONI
SALVATORE BORSELLINO - “Tutino dice una cosa gravissima perchè non dice di farla fuori dall'assessorato ma come suo padre. Ed è grave che Crocetta non abbia reso noto questo episodio e non lo abbia subito estromesso dal suo entourage. Chiederò a Crocetta come mai non l'abbia fatto. Voglio andare a fondo su questa vicenda e capire perche' Crocetta non abbia denunciato l’episodio".

FABRIZIO FERRANDELLI (PD) - "Crocetta, in direzione regionale del Pd, disse che se il suo partito gli avesse chiesto un passo indietro lui si sarebbe dimesso subito. Il passo indietro glielo chiedo io visto che questo Pd non glielo chiederà mai. Il mio è un ultimatum al presidente e al Partito Democratico: entro il 19 luglio Crocetta deve consegnare le sue dimissioni e già oggi il Pd deve uscire dalla giunta". Lo ha detto il vicepresidente dell'Antimafia regionale siciliana, Fabrizio Ferrandelli, durante una conferenza stampa all'Ars. Ho chiesto di staccare la spina e mi hanno isolato. Quella direzione ha scelto di non decidere e, qualche giorno dopo, con l'ingresso del capogruppo Gucciardi in giunta, il Pd ha inaugurato il 'patto del salvagente' che vorrebbe portare questo Titanic fino a fine legislatura. Anzi, è molto probabile che a qualcuno venga la strampalata idea di una riforma che preveda di prorogare questa legislatura sono al 2020. Io non ci sto - ha concluso Ferrandelli - e non ci sto ancor di più oggi, dopo aver letto parole vergognose nei confronti di Lucia Borsellino, alla quale va la mia vera e convinta solidarietà".

NADIA SPALLITTA (PD) - "Esistono ragioni di opportunità politica e di dovere etico e istituzionale che dovrebbero indurre il presidente della Regione Rosario Crocetta a presentare le sue dimissioni, al fine di consentire - spiega la vicepresidente vicaria del Consiglio comunale di Palermo - all’azione amministrativa di riprendere il suo corso, da troppo tempo interrotto da scandali e da notizie di reato che in alcuni casi, sembrerebbe, avrebbero viste coinvolte anche persone vicine allo stesso Presidente. Inoltre, laddove accertate come vere, ritengo che siano gravissime, inaccettabili e offensive per un’intera comunità, le frasi indirizzate all’ex assessore Lucia Borsellino, alla quale va la mia solidarietà, e a suo padre, il giudice Paolo Borsellino. Anche in questo modo l’immagine della Sicilia ne esce gravemente danneggiata. Credo che sia tempo di avviare un radicale cambiamento nel modo di fare politica, imparando a sviluppare valori etici che abbiano come esclusiva finalità il perseguimento dell’interesse pubblico, abbandonando invece logiche obsolete e dannose che si fondano sui rapporti amicali o clientelari che hanno caratterizzato tristemente la nostra storia. Solo recuperando un concetto alto di azione politica la Sicilia può avere la speranza di migliorare le proprie condizioni economiche, sociali e culturali. Sotto questo profilo ritengo che il Governatore Crocetta abbia deluso le tante aspettative che in tal senso erano riposte in lui, fallendo nei principali obiettivi del suo programma politico e rendendo l’isola più povera e fragile. Ragioni queste - conclude - che dovrebbero indurlo a fare un passo indietro".

ERASMO PALAZZOTTO (SEL) - "Siamo ben oltre il limite della decenza e della moralità. La conversazione telefonica tra il dottor Tutino e il governatore Crocetta segnano un punto di non ritorno. I silenzi del governatore davanti alle raccapriccianti frasi del primario su Lucia Borsellino sono una condanna senza appello. Il quadro che emerge giorno dopo giorno - prosegue il deputato nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà - ci consegna immagini di raro squallore, di un sistema sanitario regionale visto come terra di conquista per affaristi e politici rampanti, governato da primari che si esprimono come i boss. Crocetta, già colpevole per non aver saputo o voluto riformare il sistema, oggi si rivela in tutta la propria inadeguatezza, anche etica e morale. Questa volta non basterà un rimpasto di governo a restituire credibilità alle istituzioni siciliane. Con quale faccia il presidente dovrebbe rappresentare la Sicilia domenica alla commemorazione per la strage di via D'Amelio? E' arrivato il momento che il presidente Crocetta tragga le sue conclusioni, si faccia da parte o siano i partiti a cacciarlo restituendo ai siciliani la possibilita' di avere un governo credibile".

MARIO FALCONE (FI) - ”Rimaniamo allibiti di fronte all'efferatezza e al violento cinismo emersi dalle parole pronunciate dal dottor Tutino nei confronti dell'allora assessore alla salute Lucia Borsellino, conversando al telefono col presidente Crocetta. Se, però, le parole di Tutino rispecchiano probabilmente la sua personalità da questa vicenda emerge, con un fragore devastante, il gravissimo comportamento di Crocetta che rimane impassibile dinanzi a tanta malvagità. Il governatore della Sicilia che sinora si era vantato di essere l'alfiere della legalità e dell'antimafia, oggi si riscopre, sotto un profilo etico, indegno assertore di una falsa e ipocrita antimafia di comodo, utilizzata, esclusivamente, per la sua carriera politica. Non aver contrastato l'incredibile spietatezza delle parole di Tutino consegna, non solo più ai siciliani, ma agli italiani tutti, l'immagine di un presidente con la p minuscola che, oltre ad essere incapace sotto un profilo amministrativo, oggi, sotto un profilo morale, dimostra, soprattutto, di essere indegno". Commenta così il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone.

FRANCESCO CASCIO (NCD) - “Credo che tutte le forze politiche presenti all'Assemblea Regionale Siciliana, trasversalmente, oggi dovrebbero avere un sussulto di buon senso e responsabilità per capire che non è più possibile lasciare la Regione in mano a un Presidente come Crocetta, poiché ormai non è solo più una questione di governo fallimentare, cosa che già sarebbe sufficiente, ma è una questione di dignità di tutti e di difesa dell'immagine della Sicilia, oltre che di rispetto di tutti noi verso i siciliani". Lo ha affermato, Francesco Cascio, coordinatore regionale di Ncd in Sicilia.

IGNAZIO CORRAO (M5S) - “Cosa deve accadere ancora di più grave in Sicilia per convincere Crocetta ed il Pd a liberare la Sicilia? Sembra un film già visto. Le intercettazioni lasciano sgomenti". A dichiararlo è l'europarlamentare del M5S, Ignazio Corrao. "Considerata la situazione gravissima in cui Crocetta ed il Pd ci stanno conducendo, io ed il Movimento 5 Stelle, a tutti i livelli istituzionali, aspettiamo come tutti i siciliani il definitivo passo indietro di questi signori. L'attuale presidente Crocetta deve dimettersi oggi stesso e se non lo farà, sarà ancora l'ennesimo esempio di come il vero interesse di questa gente e' stare attaccata alla poltrona, ai privilegi. Alla famiglia Borsellino va la solidarietà mia e della delegazione M5S in parlamento Europeo. La lotta alla mafia e' un bene comune su cui non si possono ancora fare altre speculazioni, come le passerelle della falsa antimafia alle commemorazioni".

MOVIMENTO 5 STELLE - ”Dimissioni subito senza se e senza ma". Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all'Ars chiede a Crocetta di mettere fine alla sua pessima esperienza di governo, da sempre "disastrosa dal punto di vista amministrativo e ora anche vergognosa e intollerabile dal punto di vista etico e della legalità”. "Se quanto pubblicato dall'Espresso - dicono i parlamentari - dovesse essere vero, Crocetta non può più ritenersi degno di rappresentare i siciliani. Tutto avrebbe dovuto fare il governatore fuorché rimanere in silenzio dopo le gravissime parole del suo medico, meritevoli di finire immediatamente sul tavolo della Procura della Repubblica". "Ci auguriamo - continuano i deputati - che queste intercettazioni siano la spallata definitiva all'antimafia di facciata, usata finora solo in modo vergognoso per tappare le enormi falle di un'azione governativa nettamene insufficiente, a tratti inesistente e spesso dannosissima". "Ci aspettiamo - proseguono i deputati M5S - che gli ultimi gravissimi episodi superino i bassi interessi di bottega del Pd e degli altri alleati di governo, cosa che finora ha tenuto assieme i cocci del vaso governativo, da sempre in frantumi. Un assessorato, una poltrona o uno strapuntino di sottogoverno non possono giustificare la prosecuzione di una legislatura fallimentare. Né può giustificarla il terrore della mancata rielezione di tantissimi deputati a sala d'Ercole. Se ne facciano una ragione e comincino a cercarsi un lavoro: questo governo e' morto. E' ora di dare nuovamente voce ai siciliani con il ritorno alle urne".

VINCENZO GAROFALO (AREA POPOLARE) - "Vergogna e sdegno. E' questo quello che provo leggendo l'articolo pubblicato oggi dall'Espresso che riporta l'intercettazione telefonica tra il chirurgo Matteo Tutino e il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta". Così il deputato di Area Popolare Vincenzo Garofalo. "Il candidato presidente che ha fondato la sua campagna elettorale sul principio di rispetto della legalità, che, per legittimare la sua azione, si è servito del nome di Lucia Borsellino, l'uomo politico che più di ogni altro si è vantato di portare gli atti alla Procura ogni qual volta riteneva che la legge fosse stata violata, ha dimostrato ancora una volta, di essere il re del marketing, l'emblema dell'apparenza senza sostanza”, aggiunge Garofalo. "Se lui fosse non quello che professa di essere ma semplicemente uno dei tanti siciliani che hanno vissuto e hanno impresse nella mente le immagini di quel terribile 19 luglio del 1992, si sarebbe indignato davanti alle parole deplorevoli pronunciate dal suo medico personale che di Lucia Borsellino non ha detto ‘è una incapace o non sa fare il suo lavoro' ma 'va fermata, fatta fuori come suo padre'. Se avesse un minimo di senso del pudore il Presidente Crocetta oggi dovrebbe rassegnare le dimissioni e chiudersi a casa per la vergogna”.

DAVIDE FARAONE (PD) - “Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino una vergogna inaccettabile". Così su Twitter il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone sulle intercettazioni tra Matteo Tutino, il medico personale du Crocetta e lo stesso Governatore.

SICILIA DEMOCRATICA - “Assolutamente inaccettabile quanto appreso dalla stampa circa il contenuto delle intercettazioni telefoniche a carico di Tutino". Così un una nota Sicilia democratica. "E' raccapricciante ed inquietante pensare che uomini chiave della pubblica amministrazione, gratificati per il livello di professionalità posseduta, possano esprimere pensieri di tale gravità e nefandezza. La lotta alla criminalità, al malaffare, alla corruzione sono - come ha dichiarato l'Assessore Borsellino e come sosteniamo da sempre - anche grazie alla testimonianza data dai nostri assessori Reale e Caleca - la 'precondizione di qualsiasi attività'. La memoria dei magistrati e di quanti hanno sacrificato la propria vita per difendere diritto e legalità vanno preservati e difesi contro chiunque li metta in pericolo. Tenere alta l'attenzione e non lasciare spazio a equivoci. Siamo certi che le dichiarazioni rese dal presidente Crocetta siano vere perché notevole è la sua storia quanto ad impegno nella lotta alla mafia. Proprio per questo chiediamo che il Presidente chiarisca la sua posizione alla magistratura in maniera da liberare l'azione di governo da equivoci e ombre".

IGNAZIO MESSINA (IDV) - “Le affermazioni contenute nelle intercettazioni anticipate dal settimanale L’Espresso in cui il medico Matteo Tutino dice a Crocetta ‘La Borsellino va fatta fuori come il padre’, sono davvero ignobili. Ancor più grave è l’assoluto silenzio del governatore della Regione che anziché replicare sdegnato ha preferito un assordante silenzio. Si tratta di una vicenda che indigna e che dimostra come Crocetta non possa più rimanere nemmeno un minuto sulla poltrona di presidente della Regione Sicilia”.  Lo afferma in una nota il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina, commentando le anticipazioni del settimanale. “Crocetta avrebbe dovuto rispondere con decisione alle mostruose affermazioni di Tutino, in difesa della memoria e della dignità della famiglia Borsellino – ha osservato Messina -, ed invece non ha proferito parola. La Sicilia civile, democratica e impegnata contro tutte le mafie non merita di essere rappresentata da un personaggio che preferisce la strada più breve della viltà e dell'ignavia a quella, carica di dignità, del coraggio e del rispetto della memoria".

ANTONELLO CRACOLICI (PD) - ”Le notizie di stamane ci spingono a prendere atto che, a questo punto, andare avanti e' praticamente impossibile. E' il momento che, innanzitutto il presidente della Regione, valuti l'opportunità di chiudere la legislatura". Lo dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Assemblea regionale siciliana.

GIUSEPPE LUMIA (PD) - “Sono disgustato della frase di Tutino. Sono parole inaudite. Penso anch'io che Tutino vada allontanato da qualunque servizio pubblico. Mi rifiuto di pensare che Crocetta lo abbia sentito e non abbia reagito con tutta la durezza di cui è capace. Il fatto, comunque, è così grave che non bisogna escludere nessuna decisione".

VINCENZO FUMETTA (PRC) - "Il Presidente Crocetta dovrebbe avere la dignità di dimettersi per quello che ha fatto, o meglio non ha fatto, per la Sicilia in questi tre anni – dichiara Vincenzo Fumetta segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo, L'episodio rivelato oggi dalle intercettazioni telefoniche è, se confermato, la goccia che fa traboccare il vaso della decenza e della moralità ma quello della inutilità e dannosità politica è traboccato già da tempo. Ecco perchè il Presidente della Regione dovrebbe dimettersi e non vale che oggi esponenti del PD facciano finta di indignarsi, quando fino a ieri sono stati complici, nel migliore dei casi silenti, di questo Presidente, del suo governo e delle sue politiche clientelari, lobbistiche con i poteri forti e mai a favore della collettività. L'unica via – conclude Fumetta – per ridare dignità alle istituzioni siciliane è il ritorno alle urne nel più breve tempo possibile e la costituzione di uno schieramento di unità popolare tra tutte le forze sane che operano in questa regione, che abbia pochi punti programmatici che vadano nella direzione di un sistema sanitario pubblico, della salvaguardia delle risorse del territorio e dei beni comuni, della creazione di occasioni di sviluppo in maniera non clientelare, della riduzione dei costi della politica, dello sviluppo di un sistema di trasporto pubblico".

VINCENZO FIGUCCIA (FI) - "Crocetta si dimetta immediatamente,  ciò che è accaduto è gravissimo e non può essere ignorato. Il silenzio del Governatore siciliano alle ingiurie di Tutino rilevano l' inadeguatezza di Crocetta e sollevano forti dubbi sulla sua moralità e sul suo operato.  L'autosospensione non è sufficiente,  le dimissioni l'unica soluzione". Lo dichiara l'on. Vincenzo Figuccia, vicecapogruppo di Forza Italia all'Ars.

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