Il Pd prudente su Crocetta: "Fatto senza precedenti, serve chiarezza"

Il segretario regionale del partito, Fausto Raciti, commenta le vicende che hanno interessato il presidente della Regione Siciliana: "Il governatore è scosso, non ha ancora capito come sia stato possibile che sia successo tutto questo"

Fausto Raciti e Rosario Crocetta

Con prudenza e cautela, senza alzare la voce, né puntare il dito. Chiede chiarezza il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, che dice la sua nelle ore più calde di Rosario Crocetta. Una conferenza stampa "lucida", nella sede palermitana del partito, indetta per commentare le recenti vicende che hanno interessato il presidente della Regione Siciliana. "Crocetta l'ho sentito ieri per commentare quello che stava accadendo. E' scosso, ha vissuto la giornata come un duro colpo personale. Non ci sono novità sull'auto-sospensione del Presidente Crocetta e non ho alcuni elementi di novità. E' un atto politico".

"FARE CHIAREZZA" - Sulla vicenda delle presunte intercettazioni che riguarderebbero il medico personale di Crocetta, Matteo Tutino, e il governatore siciliano stesso, e relative a Lucia Borsellino, Raciti ha aggiunto: "Quanto si è consumato nelle ultime 36 ore induce politici e operatori dell'informazione ad operare con prudenza, e ad evitare la sommarietà di giudizi e di pareri. Ringrazio il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi per l'alto senso delle istituzioni che ha manifestato in tutta questa vicenda, per la chiarezza e la profondità con cui è intervenuto. Per la serietà dimostrata nei confronti dei siciliani e delle istituzioni della regione. Resta un fatto senza precedenti, su cui occorre fare chiarezza. Più si va avanti nelle ore e più emerge la necessità di un fascio di luce che chiarisca quanto avvenuto nelle ultime 36 ore". "Credo ci siano materie, come il rispetto per istituzioni e per i siciliani su cui non si può mancare di chiarezza. Ieri si è consumata una vicenda su cui Lo Voi ha messo un punto - ha aggiunto Raciti -. Compito del Pd è prendere con serenità atto delle parole di Lo Voi, e farne anche noi un punto, cominciando a separare in maniera netta le vicende politico amministrative e quelle che attengono al carattere giudiziario". Poi aggiunge: "Crocetta ancora non ha capito come sia stato possibile che sia successo. Io trovo che leggere le intercettazioni sia un atto degradante e mi preoccupo ancora di più quando esse non hanno un fondamento certo".

IL BUEN RETIRO - Intanto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, si è chiuso nel suo "dolore" - come ha detto ieri - rifugiandosi a Tusa, in provincia di Messina. In silenzio, senza radio e tv. E' qua che il governatore cerca solitamente riparo e conforto: l'Atelier sul mare, l'albergo-museo creato da Presti con la collaborazione di nomi noti nel panorama dell'arte contemporanea. In una intervista a Repubblica si è difeso (anzi, ha attaccato) così: "C'è stata un'azione di dossieraggio contro di me. Mi hanno distrutto, ucciso, perché è questo che volevano. Palermo è un tritacarne, lo sapevo e ne ho la conferma". Crocetta nega ancora di aver mai ascoltato da Tutino le infamie contro Lucia Borsellino ("Telefonata falsa") e chiede di "indagare piuttosto sull'autore". "Chi ha scritto quelle cose? E' un giornalista licenziato da me". Il riferimento è a Piero Messina, ex membro dell'ufficio stampa della Regione siciliana.

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LA DIFESA DEL GIORNALISTA - Chiamato a sua volta in causa, proprio Messina si difende sulle colonne de "Il Fatto": "Quello che dice Crocetta è vero, mi ha licenziato tre anni fa dall'ufficio stampa della regione. Ma questa vicenda non ha nulla a che fare con l'articolo che ho scritto. Io faccio il giornalista, cerco solo di raccontare le vicende di cui vengo a conoscenza. Non ho alcuna acredine nei confronti del Presidente della Regione che ho sempre rispettato per il suo ruolo e le sue funzioni. Io faccio semplicemente il mio mestiere di giornalista e non credo che mi si possa contestare il fatto di volere continuare a svolgere la mia professione".

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