Tratta migranti, Anello: "Salvini da ministro fermò quei criminali e fu indagato"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Tra gli sbarchi organizzati dai trafficanti di esseri umani fermati dalla polizia di Palermo con l'accusa di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina c'è anche quello del 16 agosto 2018 al porto di Lampedusa dal pattugliatore Diciotti, che costò all'allora ministro dell'Interno Salvini un avviso di garanzia per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio dal pm Patronaggio. Fu una vergogna a suo tempo indagare il capo del Viminale, è una vergogna nella vergogna a maggior ragione oggi scoprendo che alcuni degli arrestati quel giorno erano a bordo proprio del pattugliatore Diciotti". Lo dice Alessandro Anello, commissario provinciale della Lega Palermo, commentando l'operazione della Squadra mobile di Palermo e dal Servizio centrale operativo che ha portato alla scoperta di un'organizzazione criminale con cellule operanti in Africa, in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei.

"Salvini stava difendendo l'Italia e gli italiani dalle organizzazioni criminali che speculano sui migranti portati in Sicilia ma fu chiesto di mandarlo a processo - continua Anello - . Si tratta spesso di immigrati irregolari che attraverso un sistema criminale, come ha accertato la procura palermitana, vengono poi fatti fuggire dai centri di accoglienza fornendogli vitto, alloggio e falsi documenti per raggiungere l'Italia settentrionale, il Nord Europa e gli Stati Uniti". 

"Alla luce dell'inchiesta che ha scoperchiato un sistema basato sull'esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria con il cosiddetto metodo "hawala", cioè il pagamento dei viaggi dei migranti o come prezzo della loro liberazione dai centri lager in Libia - aggiunge Anello - diventano ancora più inaccettabili le fughe di migranti dai centri di accoglienza e hotspot in Sicilia. A cominciare da quelle registrate a Lampedusa, passando per Palermo, Partinico, Isnello, Pozzallo, Porto Empedocle, Siculiana, Messina, Caltanissetta. La fotografia del fallimento di Conte e Lamorgese - conclude Anello -  incapaci a gestire il fenomeno".

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