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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Mattarella spazza via il bis e trasloca dal Quirinale: già firmato il contratto d'affitto

Si scatena il totonomi sul prossimo presidente della Repubblica. A qualche mese dall'elezione, rumor e proposte di rincorrono, ma l’unica cosa certa a oggi è che l'attuale Capo dello Stato uscirà di scena alla fine del primo mandato

Si scatena il toto-nomi sul prossimo presidente della Repubblica. A qualche mese dall'elezione, rumor e proposte di rincorrono, ma l’unica cosa certa a oggi è che non ci sarà un Mattarella bis.

L’attuale presidente ha già messo in chiaro di non essere disponibile per un nuovo mandato, e alle dichiarazioni ha fatto seguire i fatti: è già pronto a trasferirsi nella nuova casa presa ai Parioli. Le indiscrezioni su chi potrebbe prendere il suo posto si sono quindi fatte sempre più numerose (e in alcuni casi audaci), e il tema è diventato quotidiana fonte di dibattito politico tra le forze in gioco.

Trasloco dal Quirinale: ha già firmato il contratto d'affitto

L’Espresso ha rivelato pure di un contratto di locazione già firmato a Roma. Capitolo chiuso. Il presidente della Repubblica, accompagnato dalla figlia Laura, ha firmato negli scorsi giorni con l’agente immobiliare il contratto di affitto dell’appartamento tra il quartiere Parioli e il quartiere Salario Trieste che aveva già visitato qualche settimana fa.

E' una certezza quella di lasciare il palazzo del Quirinale alla scadenza dei sette anni del suo mandato presidenziale, il 3 febbraio 2022: il suo alloggio romano da senatore a vita è pronto. A parte i riferimenti di natura costituzionale, Mattarella più volte negli ultimi 12 mesi ha fatto cenno alla questione della sua possibile rielezione, allontanandola sempre, in maniera formale ed informale.

Una donna al Colle, ipotesi Cartabia e Rosy Bindi

Tra i nomi avanzati c’è, per esempio, quello del premier Mario Draghi, mentre da settimane si rincorre quello di Silvio Berlusconi. E si parla anche della possibilità di vedere una donna al Quirinale, con Marta Cartabia in pole per il ruolo. Persino Liliana Segre è stata chiamata in causa, ma a 91 anni la senatrice a vita ha gettato acqua sul fuoco dei rumor: "Grazie, ma non ho la competenza".

Anche Rosy Bindi è stata nominata come papabile aspirante al Quirinale, anche se la diretta interessata ha già smentito: pur “gratificata" dal fatto che qualcuno possa avere accostato il suo nome al Colle, in un’intervista alla Stampa si è detta certa “che non accadrà. Devo dire che me lo sto gustando, ma siccome so che non accadrà, non sono neanche accompagnata dalla  preoccupazione e dai polsi che tremano solo all'idea di dover ricoprire una responsabilità così alta".

Bindi ha anche escluso la possibilità di vedere Silvio Berlusconi al Colle: "Non accadrà, credo che anche chi lo sta proponendo sa che è necessario un profilo del presidente della  Repubblica non sovrapponibile alla persona e alla storia di Silvio  Berlusconi". Poi si è detta concorde con la decisione di Mattarella di rinunciare a un mandato bis, pur auspicando che il prossimo capo dello Stato “continui la sua opera, con il suo stile, la sua imparzialità e il suo rispetto della Costituzione”. Draghi, invece, “dovrebbe fare il premier: è in quel ruolo che, dato il disegno istituzionale del nostro paese e dell’Europa, può diventare il nuovo punto di riferimento europeo nel dopo Merkel".

"Sono favorevole al principio di uguaglianza che richiede con insistenza in questo momento che ci sia una donna come presidente della Repubblica". Lo ha detto Sabino Cassese, costituzionalista, a RaiNews 24 a proposito della corsa al Quirinale per il dopo Mattarella.

Di Maio: "Toto-nomi gioco al massacro"

Sul toto-nomi che si è scatenato in quesi giorni è intervenuto anche il ministro degli Esteri e presidente del Comitato di Garanzia M5S, Luigi di Maio, che si è scagliato contro "l’abitudine tutta italiana" a concentrarsi sui nomi: "Abbiamo una legge di bilancio da portare a casa, una campagna di vaccinazione da concludere e le riforme del Pnrr da attuare e stiamo qui a parlare di toto-nomi", ha detto al Corriere della Sera.

"La realtà non è il toto-nomi, ma lo stato di salute del nostro Paese - ha aggiunto di Maio - Dobbiamo fare ancora molta attenzione, per evitare una nuova ricaduta sotto Natale. Dopo, a gennaio, ne riparleremo di Colle. Chi fa nomi adesso, li fa solo per bruciare i candidati, è un gioco al massacro".

fonte Today.it

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