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Consiglio, sì allo stop delle sanzioni per tutti i commercianti non in regola con le tasse

Posticipata all'1 settembre prossimo - o comunque sino al termine dello stato d'emergenza sanitaria - l'entrata in vigore del regolamento antievasione. Rispetto alla proposta del sindaco, l'atto passa con due emendamenti di Forello (Oso) e Zacco (Iv). Sala delle Lapidi vota all'unanimità

Ai commercianti che non sono in regola con i tributi comunali non verrà revocata la licenza. Lo ha deciso Sala delle Lapidi approvando all'unanimità dei presenti (24 in totale) due delibere che sospendono le sanzioni previste nel regolamento antievasione. L'entrata in vigore dell'atto, che il Consiglio aveva licenziato il 30 ottobre 2020, è stata posticipata all'1 settembre prossimo o comunque fino a quando il governo nazionale non dichiarerà cessato lo stato d'emergenza sanitario dovuto al Coronavirus.

Così il Consiglio, su proposta dell'amministrazione attiva, prova ad andare incontro alle imprese colpite dalla crisi innescata da Covid. Rispetto però alle indicazioni messe nero su bianco dal sindaco Orlando, le due delibere vengono modificate dall'Aula, che ha dato il via libera agli emendamenti di Ugo Forello (gruppo Oso) e Ottavio Zacco (Italia Viva). Il primo estende lo blocco delle sanzioni a tutte le imprese che hanno evaso Tari, Tosap e altre imposte comunali per importi superiori ai mille euro durante il periodo della pandemia (il sindaco invece le aveva previsto lo stop solo per le attività chiuse durante il lockdown); il secondo sospende invece le sanzioni nei casi di mancato pagamento delle tasse relative al 2020 e il 2021. 

Con la votazione di questi atti, il Consiglio comunale ritrova compattezza dopo la spaccatura interna alla maggioranza che ha determinato la crisi politica "chiusa" dal sindaco con la fuoriuscita di Italia Viva dalla Giunta. E proprio i renziani hanno sottolineato "l'importante segnale di serietà e responsabilità di Sala delle Lapidi a seguito di giornate appesantite da attacchi verso il gruppo Italia Viva e contro l'istituzione del Consiglio comunale, che hanno certamente contribuito a un senso di sfiducia e distanza tra la cittadinanza e l'amministrazione". Un messaggio rivolto al sindaco che aveva parlato a pià riprese di un certo "nervosimo del presidente del Consiglio", quel Totò Orlando da poco passato tra le fila dei renziani.

"Crediamo - proseguono o conglieri di Iv Francesco Bertolino e Ottavio Zacco - che sia anche un importante segnale verso le attività produttive della nostra città. Abbiamo evitato di inasprire le sansioni previste dal regolamento in un periodo che ha colpito drammaticamente l'economia della nostra città. L'atto di oggi è la dimostrazione di come sia importante più che mai, in questo momento storico, mettere al centro i problemi reali della città".

Ugo Forello di Oso ha invece rilevato "l'incapacità dell'amministrazione di portare in Aula atti chiari e intellegibili. Con gli emendamenti approvato abbiamo restituito giustizia sociale rispetto alla proposta del sindaco e abbiamo evitato un pasticcio che avrebbe prodotto disparità e ulteriori dissidi sociali. La sospensione invece riporta equità e si aggancia al Dpcm, almeno fino a quando non cesserà lo stato d’emergenza".

Lancia segnali di distensione l'orlandiano Toni Sala (Avanti Insime): "La pandemia ha danneggiato pesantemente il tessuto economico cittadino e attivare, in piena pandemia, le sanzioni previste dal regolamento avrebbe rischiato di compromettere la sopravvivenza di tante aziende. Il Consiglio comunale, all’unanimità, ha perciò deciso di far slittare le sanzioni, dimostrando che di fronte ai problemi è possibile superare steccati e tensioni e fare il bene di Palermo". Anche Viviana Lo Monaco, Concetta Amella e Antonino Randazzo del M5S esprimono "soddisfazione per lo spirito costruttivo manifestato da tutti i consiglieri".

"Questo - concludono - è un segnale positivo per i tanti ristoratori e per le altre attività che in questi mesi hanno subito ingenti danni economici e che non possono certamente rischiare di vedere revocate le proprie licenze. Continueremo a fare la nostra parte per dare risposte concrete alla città".

"Con un atto di intelligenza - commenta soddisfatto Igor Gelarda, capogruppo della Lega in Consiglio - abbiamo evitato di colpire ulteriormente e duramente un tessuto produttivo ormai al collasso come quello palermitano. Abbiamo dimostrato che quando si vota per il bene dei palermitani, non esistono maggioranza e opposizione. E che si è pronti a collaborare con una opposizione costruttiva. Certo si tratta dell'ennesima pezza messa ad uno dei tanti atti pensati e nati male con l'amministrazione Orlando. Ma il buon senso ha prevalso, almeno stavolta".

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