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Tasse, riattivato il regolamento anti evasione: licenza sospesa per chi ha debiti sopra i mille euro

Via libera dal Consiglio comunale. La delibera è immediatamente esecutiva, ma le sanzioni scatteranno non appena gli uffici verificheranno le posizioni di tutte le utenze commerciali non in regola. Forello (Oso) "No alle disparità, ma c'è il nodo personale". Il Pd: "Provvedimento doloroso ma necessario". In città boom di morosi

Con il via libera di Sala delle Lapidi, il Comune ha riattivato il regolamento anti evasione. Il provvedimento - che era stato sospeso per venire incontro alle difficoltà dei commercianti danneggiati dalla pandemia - prevede l'avvio della procedura di sospensione delle licenze per le attività che hanno una morosità superiore ai mille euro. La delibera è immediatamente esecutiva, ma le sanzioni scatteranno non appena gli uffici verificheranno le posizioni di tutte le utenze commerciali. Questa la strada indicata dal Consiglio comunale per evitare disparità.

In pratica, prima verranno passati al setaccio i database; poi partiranno le lettere agli evasori. Secondo i dati resi noti dall'ufficio Tributi, nel 2021 l'omesso versamento della Tari delle attività commerciali è pari a 18,1 milioni su un totale di 36,6 milioni. Mentre dal 2016 al 2020 la Tari evasa non scende mai sotto i 20 milioni. Le utenze non domestiche che non pagano la tassa sui rifiuti oscillano tra il 60 e il 70 per cento in tutta la città, con picchi alla Zisa e all’Acquasanta. Gli uffici andranno a ritroso di cinque anni come da legge per provare a recuperare le tasse non versate.   

Nel momento in cui i commercianti riceveranno gli avvisi, avranno 60 giorni di tempo per mettersi in regola o rateizzare il debito. In caso contrario si procederà, dopo ulteriori 15 giorni, alla sospensione dell’attività per tre mesi. E se ancora l’attività commerciale non si metterà in regola sarà revocata la licenza. Inoltre, chi ha debiti con il Comune non potrà aprire nuove attività o cedere la licenza. "Il messaggio deve essere chiaro: non ci possono essere sanzioni a macchia di leopardo. Il punto è che gli uffici non sono ancora organizzati per fare dei controlli a tappeto" dice Ugo Forello, consigliere del gruppo Oso, che ha votato "sì" alla riattivazione del regolamento anti evasione assime agli orlandiani, al M5S ed a "pezzi" dell'opposizione (tra gli altri i consiglieri Russo di Fdi e Inzerillo di Sicilia Futura). Si sono invece astenuti i leghisti e i ferrandelliani presenti in Aula. Assenti Italia Viva e Forza Italia.

Il capogruppo degli azzurri Giulio Tantillo "fermo restando che tutti sono tenuti a pagare le tasse" ritiene "troèppo severa la sospensione della licenza". Poi aggiunge: "Auspico che aumenti la capacità di riscossione coatta da parte dell'Agenzia delle Entrate e che in futuro questo provvedimento possa essere modificato". Il regolamento, è bene precisarlo, si applica agli avvisi di pagamento che non sono stati né impugnati né contestati.     

"Considerati i livelli gravissimi di evasione dei tributi locali che si registrano da anni a Palermo, oltre il 50%, e il conseguente stato di acuta sofferenza finanziaria in cui oggi versa il Comune - dichiarano i consiglieri del Pd, Rosario Arcoleo e Milena Gentile - votare la riattivazione del regolamento antievasione è un atto doloroso ma necessario. Dopo la lunga sospensione dell'efficacia, votata dal Consiglio per venire incontro alle difficoltà delle attività produttive derivate dalla pandemia, il diabolico meccanismo normativo che impone all'amministrazione di accantonare le somme evase, e quindi bloccarne l'utilizzo per i servizi ai cittadini, ci impone un atto di responsabilità".

"Non è più accettabile - concludono i due consiglieri dem - l'atteggiamento di chi si sente legittimato a non pagare le tasse perché non ritiene adeguata la qualità dei servizi. E' necessario acquisire la consapevolezza che per rendere efficaci i servizi pubblici non c'è altro modo che pagare le tasse. Solo quando la riscossione a Palermo sarà allineata ai livelli di tante altre città italiane, saremo legittimati tutti a pretendere servizi adeguati. L’amministrazione da subito dovrà trovare il modo, pur nella penuria di personale, di potenziare al massimo gli uffici della riscossione".  

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