Tassa di soggiorno, crescono i proventi: lo scorso anno 2,6 milioni nelle casse del Comune

Gli accordi coi portali d'intermediazione per le locazioni brevi fanno registrare una svolta negli incassi rispetto al passato, ma i "furbetti" ci sono ancora. Nel 2018 hanno pagato in 1.437. Orlando: "Sempre più strutture in regola, fatte scelte lungimiranti per la promozione della città" 

Turisti che affollano una strada del centro cittadino

Crescono i proventi della tassa di soggiorno. Nel 2018 nelle casse del Comune sono entrati complessivamente oltre 2,6 milioni: a tanto ammonta la quota corrisposta a Palazzo delle Aquile dalle strutture ricettive (alberghiere ed extra alberghiere), al netto del 10% trattenuto, così come prevede il regolamento approvato da Sala delle Lapidi nel 2014. Nel dettaglio dei dati forniti dal Comune, i proventi maggiori arrivano dagli hotel (1,6 milioni); il resto da intermediari di locazioni brevi (448 mila euro), locazioni brevi (97.482 euro), strutture extra alberghiere (390.573 euro)

Un balzo in avanti rispetto agli anni precedenti: nel 2017, infatti, erano stati versati dai turisti 1,9 milioni; 1,8 milioni nel 2016 e 1,7 milioni nel 2015. E' di 1.437 il numero delle strutture ricettive paganti, anche questo in aumento rispetto al passato. Tuttavia, basta fare un giro su alcuni portali web per la prenotazioni di alloggi per accorgersi che c'è ancora una "fetta" consistente di strutture ricettive (extra alberghiere) che non riversa nelle casse del Comune l'imposta di soggiorno oppure non la riscuote proprio. Su booking.com, ad esempio, mettendo il filtro "Palermo" si trovano 2.249 strutture di ogni tipo.

Insomma i "furbetti" ci sono ancora e l'abusivismo non è sconfitto. Vero è però che, anche grazie all'intesa sottoscritta dal Comune con Airbnb nel 2018 (che prevede il pagamento in anticipo della tassa di soggiorno quando si prenota l'alloggio), i dati delle strutture paganti sono aumentati: nel 2015 erano infatti 382, nel 2016 sono saliti a 474, nel 2017 a 627 e nel 2017, come detto, a 1.437 (+46%). Da regolamento comunale, in tutte le strutture extralberghiere (case vacanze, affittacamere, b&b, ostelli, campeggi e residence) la tassa di soggiorno è fissata in 1,50 euro a notte; mentre per gli hotel varia in base alla classificazione: 0,50 euro a notte (1 stella), 1 euro (2 stelle), 1,50 euro (3 stelle), 2 euro (4 stelle), 3 euro (5 stelle), 4 euro (5 stelle lusso).

La svolta comunque c'è. Ed è stata registrata dal secondo semestre dell'anno scorso, quando sono entrati in vigore gli accordi con i portali di intermediazione per le locazioni brevi Airbnb e Wonderfulltaly. Per averne la prova ci vengono in soccorso i dati raccolti e diffusi dal Comune: se nel primo semestre 2018 la riscossione effettiva della tassa di soggiorno era di 369.652,24 euro; nello stesso periodo i quest'anno c'è stato un sensibile aumento:  733.812,22 euro, di cui circa 100 mila euro dovuti al recupero di somme di anni precedenti versate a seguito della verifica in atto dalla Guardia di Finanza. 

"Si tratta di milioni di euro che entrano nelle casse del Comune senza gravare in alcun modo sui cittadini palermitani e che permettono di realizzare interventi e servizi, nonché di sostenere iniziative culturali e ulteriore attrazione turistica". A dirlo è il sindaco Leoluca Orlando, che ha mantenuto la delega al Turismo. "In questo modo - sottolinea ancora Orlando - si innesca un un circuito virtuoso di nuova economia e nuovo turismo. I risultati raggiunti confermano sia che sempre più strutture si stanno mettendo in regola, sia l'efficacia dei controlli, e come le scelte degli anni passati siano state lungimiranti per la promozione della città". 

L'imposta di soggiorno è una tassa di scopo. Deve cioè essere utilizzata esclusivamente per attività connesse al turismo, con l'obiettivo di incrementarne i flussi di visitatori. In questi anni, l'amminisrrazione ne ha fatto uso concentrandole soprattutto sui teatri (Massimo e Biondo, per il pagamento delle quote associative) e su iniziative culturali, come Manifesta (860 mila euro nel 2015, un milione nel 2016). Adesso, fanno sapere dal Comune, "gli incassi sono destinati al settore Verde e Città Storica per interventi di manutenzioni e decoro; cultura per i finanziamenti ad attività ed enti; comunicazione, per la pianificazione delle campagne di promozione della città in Italia e all'estero".

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