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Nel 2021 la tassa sui rifiuti aumenterà: in 3 mesi discarica out, si profilano altri extra costi

E' quanto emerge dalla seduta del Consiglio comunale. Le parole del presidente di Rap, Giuseppe Norata, spiazzano l'assessore Marino: "Non sapevo che situazione fosse così drammatica". Il rincaro della Tari passa dai piani economici 2020 e 2021, ancora al palo    

Dalla seduta del Consiglio comunale convocata dal presidente Totò Orlando sul piano economico-finanziario della Tari escono fuori due novità che peseranno sulle tasche dei cittadini: quest'anno la tassa sui rifiuti aumenterà e l'ampliamento della sesta vasca darà autonomia a Bellolampo per non più di tre mesi, anziché i sei previsti. Ciò significa che la Rap dovrà portare l'immondizia fuori dalla Sicilia.

Le parole pronunciate in Aula dal presidente dell'ex municipalizzata, Giuseppe Norata, spiazzano persino l'assessore all'Ambiente Sergio Marino. L'eponente della Giunta Orlando ha ammesso di "non sapere che situazione fosse così drammatica". Motivo per cui sarà adesso necessario, annuncia l'assessore, un confronto tra Comune e Rap sul Pef per cercare di recuperare gli extra costi. 

Che la Tari potesse aumentare era già emerso alla fine dello scorso anno, quando la Rap ha presentato la proposta di Pef al Consiglio comunale. Nonostante le rassicurazioni del sindaco Orlando, l'aumento della Tari sembrava inevitabile. A fine gennaio poi lo stesso Marino non aveva escluso rincari, ma sperava che fossero "sopportabile per le tasche dei palermitani". Il punto è proprio questo: quanto peseranno le nuove tariffe? 

In base ai parametri stabiliti dall'Arera (l'authority di regolazione per energia reti e ambiente), la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti non potranno costare più di 151,2 milioni. Finora il gettito Tari si è attestato a quota 119,4 milioni, ai quali vanno aggiunti i 23 milioni spesi da Rap lo scorso anno per portare la spazzatura in giro per la Sicilia dopo la saturazione di Bellolampo, che sin da subito saranno spalmati in tre anni. Per il 2021 la tassa è destinata a salire se, come ha detto in Aula il presidente Norata, la Rap sarà costretta a portare i rifiuti fuori dalla Sicilia.  

Per avere un quadro definitivo sui conti bisogna però approvare il Pef: Sala delle Lapidi non ha ancora ricevuto quello 2020 che era atteso entro lo scorso 31 dicembre, termine non perentorio secondo il sindaco. Senza il Pef 2020 non si può approvare quello del 2021, che ha come limite il 31 entro marzo.  In bvase a quanto garantito l'assessore Marino, gli atti arriveranno in Aula nell'arco di una decina di giorni. "Se entro il 31 marzo non saranno votate anche le tariffe Tari 2021 - dice Ugo Forello (gruppo Oso) - si applicheranno automaticamente quelle del 2020 che prevedono un aumento del gettito. Significa che agli 8 milioni di extra costi pro quota del 2020 si dovranno sommare i 23 milioni che hanno portato il gettito a 143 milioni. Entro il primo giugno i palermitani potrebbero quindi pagare un acconto con due rincari".

"Gli aumenti erano inevitabili e lo abbiamo detto sin da marzo 2019 - aggiunge Forello -. Si naviga al buio e in un mare tempestoso, con l'amministrazione attiva che non è in gradio di gestire la situazione d'emegenza. Siamo di fronte a intollerabili ritardi e colpevoli omissioni dell'ufficio Ambiente e dell'amministrazione, che non hanno saputo affrontare la situazione degli extra costi. Può un assessore scoprire queste problematiche in una seduta di Consiglio? Perché non si è confrontato prima con il presidente della Rap? Ciò significa che questa ammistrazione è allo sbando". 

"Il Consiglio aspetta ancora il Pef 2020 - rimarca il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Scarpinato -. Abbiamo appreso oggi che ci sarà un aumento della Tari, anche se il sindaco lo aveva negato, ed è evidente che le notizie sulla sesta vasca sono allarmanti: i palermitani dovranno sobbarcarsi altri extra costi, a fronte di un servizio che lascia a desiderare".

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