Terrasini, il Consiglio approva: aumentano le tariffe per l'occupazione del suolo pubblico

Nel 2018 i titolari di bar e ristoranti pagavano circa 1.850 euro. Nel 2019 invece dovranno versare 2.700 euro e pagare a parte la Tarsu. E' scontro con l'amministrazione. Gli esercenti: "L’ennesima beffa nei nostri confronti". Il sindaco Maniaci: "Si tratta di circa 8 euro al giorno"

Quasi raddoppiate le tariffe per l'occupazione del suolo pubblico per l'anno 2019 a Terrasini. Il consiglio comunale, nella seduta dello scorso 6 marzo, ha approvato all'unanimità il nuovo regolamento. "L’ennesima beffa nei nostri confronti": tuonano i commercianti. Nel 2018 i titolari di bar e ristoranti nel centro storico pagavano 1.850 euro circa, Tarsu inclusa, in cambio di 50 metri quadrati di suolo pubblico per un anno. Adesso la tariffa sale a 2.700 euro circa, Tarsu esclusa (circa 500 euro). La spesa per l'anno in corso per gli esercenti aumenta dunque di circa 1.400 euro. 

A proporre un nuovo regolamento relativo a tutte le tariffe, non solo quelle per il suolo pubblico, al consiglio comunale è stata l'amministrazione: "Ci siamo accorti - spiega il sindaco Giosù Maniaci - che non veniva fatto l'adeguamento Istat dal 2003 e c'erano inoltre delle incongruenze importanti. Per esempio: la tariffa per montare un ponteggio per il rifacimento di una facciata per 20 giorni ammontava a quasi 2 mila euro. Praticamente più di quello che paga un esercente in piazza per un anno intero di suolo pubblico". 

Un ragionamento che non convince i commercianti: "E meno male - scrivono in una nota - che siamo un paese a vocazione turistica. Prima di questa ridicola proposta, le tariffe si calcolavano con una percentuale di sconto in base all’attinenza del settore col turismo, soprattutto per chi investiva tutto l’anno e non solo una tantum come i 'mercatari' (nulla da togliere) e i ponteggi degli edili (a carico tra l’altro della committenza)". 

"La commissione Lavori pubblici e la commissione Bilancio - afferma il consigliere Eva Deak che presiede la Commissione lavori pubblici - hanno fatto un lavoro equo che è andato incontro a tutte le categorie interessate. Le proposte arrivate dagli uffici era peggiori per i commercianti. Noi abbiamo rimodulato le tariffe favorendo i più disagiati e abbiamo abbassato il coefficiente di agevolazioni dal 60% al 40% per chioschi e dehors. Poi gli uffici l'hanno portato al 10% e alla fine in consiglio comunale si è arrivati al 20%".

Per agevolare gli esercenti le Commissioni hanno proposto di introdurre le tariffa semestrale o per nove mesi per favorire l'occupazione temporanea e non più solo permanente. Proposta che è stata accettata dall'amministrazione e approvata dal consiglio comunale. "Se si fa un conteggio giornaliero dell'aumento per i bar e i ristoranti - conclude il primo cittadino - si tratta soltanto di circa 8 euro contro i 5 dell'anno precedente e le tariffe di Terrasini restano comunque tra le più basse della Provincia".

Non la pensano così coloro che la tariffa la dovranno pagare: "E’ inammissibile quello che avete creato a nostri danno per soli 30 giorni circa di ritardo al rinnovo della nuova autorizzazione, (che ogni anno per inciso non ci viene data prima di aprile/maggio e possiamo documentare) mettendoci in serie difficoltà lavorative: improvvisamente controlli e multe da parte dei vigili urbani, intervento dei carabinieri con conseguenti avvisi di garanzia penali chissà per quale crudele reato, verbali con la rimozione immediata senza presavvisi, servizi in giornali e reti televisive locali. E ora pure l’aumento del doppio della tariffa di suolo pubblico! Cosa volete farci ancora? Farci stancare, così vi lasciamo tranquilli? Chiudere le nostre attività che abbiamo portato avanti con grandi sacrifici? Eh no! Ci muoveremo anche noi. Qualcuno dovrà pure ascoltarci e rispondere di tutto questo? Se si ferma il commercio si ferma tutto il resto".

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