Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Tari, ecco chi sono i "furbetti": ristoranti, bar e pub i principali evasori

Punte del 91% d'evasione tra questi esercizi commerciali, per lo più concentrati in zone "in" della città: in via Libertà solo il 40% delle imprese paga la tassa sui rifiuti. E' quanto emerge dalla mappa diffusa dal Comune, Orlando e Gentile: "Senza soldi la Rap non può funzionare"

L'assessore Gentile con il sindaco Orlando

Gli evasori più "incalliti"? Ristoranti, pizzerie, pub e birrerie: il 91% di questi esercizi commerciali (480 su 527) non paga la Tari, la tassa sui rifiuti. Sottraendo qualcosa come 1,2 milioni di euro alle casse comunali. Percentuali di evasione e morosità alle stelle anche per bar, pasticcerie e caffè: l'87% (531 attività su 617) non versa i tributi che servono a tenere pulita la città. Nella mappa delle cosiddette utenze non domestiche - leggasi imprese e professionisti - che evadono la Tari emerge un fenomeno tanto odioso (agli occhi dei palermitani onesti) quanto dannoso (per l'erario comunale): tanti, troppi, "furbetti" sono concentrati nelle zone "in" della città.

Lungo l'asse di via Libertà, solo il 40% delle imprese paga la Tari (2,9 milioni evasi nel 2016). Mentre tra i residenti pagano tre famiglie su quattro, con un importo non versato pari a 1,2 milioni di euro. Dopo l'allarme lanciato in Consiglio conunale durante l'illustrazione del rendiconto, l'assessore al Bilancio Antonino Gentile - assieme all'ufficio Tributi - ha scandagliato circoscrizioni, quartieri e rioni, tirando fuori un quadro di dettaglio che dire allarmante è poco. 

Le slide con i dati forniti dal Comune

Ecco "l'operazione verità" - come la chiama Gentile - che porta il Comune ad affermare che "l'evasione è strettamente correlata al carente servizio di nettezza urbana". In altre parole, se c'è così tanta immondizia per strada è perché la Rap senza soldi non può funzionare a dovere. "Il soldi della Tari - precisa Gentile - servono unicamente per coprire i costi del servizio. Prima di criticare la Rap, per i disservizi che ci sono, ognuno guardi in casa propria". A conti fatti il Comune nel 2016 ha incassato 49,1 milioni in meno rispetto a quelli previsti. Gli importi non pagati sono così suddivisi: 26,3 milioni utenze domestiche; 22,8 milioni utenze non domestiche. Sono complessivamente 144.218 i morosi tra famiglie (37,4%) e imprese (67,2%).  

"I cittadini - sottolinea Gentile - pagano più delle imprese. Nel centro storico in media solo un'impresa su 5 paga, tra i residenti 1 su 3. Anche in altri quartieri e zone della città l'evasione tocca livelli altissimi". Il Comune conosce nomi, cognomi e indirizzi. Ha scattato persino le foto di locali e condomini dove abitano e lavorano i furbetti. "Abbiamo le foto dei numeri civici di chi non paga", dice l'assessore al Bilancio. E allora la domanda sorge spontanea: perché il Comune non riesce a recuperare quanto dovuto? Risponde il sindaco Leoluca Orlando: "Noi la lotta all'evasione la facciamo, come si evince dagli accertamenti. Stiamo mandando 225.000 solleciti di pagamento, il cittadino ha la possibilità di pagare 4 rate per l'anno corrente anno e fino a 36 rate per il pregresso. Ricordo però che la riscossione coattiva è competenza di Riscossione Sicilia, che ha tempi lunghi. Nel frattempo però la Rap soffre e non funziona bene".

Ecco perché Palazzo delle Aquile tende una mano alla società guidata dall'avvocato Antonio Fiumefreddo. "Vogliamo aiutarli, gli forniremo gli elenchi degli evasori affinché si attivino le procedure di pignoramento presso terzi. Un esempio? Un'agenzia immobiliare che non paga la Tari, ma riscuote affitti. Aggrediremo proprio i soldi degli affitti. Serve un'accelerazione e noi siamo pronti a collaborare con Riscossione Sicilia. Si partirà da chi ha un debito più elevato".

Nelle intenzioni del Comune c'è anche di emeanare un provvedimento - il Dufe (Documento unico fiscalità evasa) - per andare a colpire chi non vuole sganciare quanto dovuto. "Chi non è in regola con i tributi - spiega il sindaco - non avrà le autorizzazioni per fare impresa". Ma non è tutto. Dopo la dilanzione in 4 rate (anzichè 2) della Tari dal 2018, la possibilità per i morosi di versare fino a 36 rate per mettersi in regola, l'amministrazione comunale porterà in Consiglio comunale un regolamento sul ravvedimento operoso. Se in sostanza l'evasore si autodenuncia avrà una riduzione della sanzione dal 30% fino al 5% a seconda dell'importo da pagare. 

"La città - riprende Orlando - deve sapere come stanno le cose. E' normale che il servizio di raccolta dei rifiuti abbia tutte queste defaillances se così tanti non pagano la Tari". Tra il 2015 e il 2017 sono emerse superfici non dichiarate pari a 2.265.000 metri quadri. E, per quanto riguarda l'Imu, è stato individuato un sommerso pari a 15.151 metri quadri. "L'obiettivo - conclude Orlando - è pagare tutti per pagare di meno".  

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