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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Targa Florio, la ferrovia minaccia il circuito: scoppia il caso ma si aprono spiragli per un nuovo progetto

Il raddoppio della tratta Palermo-Catania-Messina potrebbe cambiare il volto di Floriopoli: protesta dei sindaci e interrogazioni all'Ars, si cercano soluzioni alternative. C'è la disponibilità di Rfi. "Molto positivo il colloquio con il responsabile dell'opera"

Diventa un caso il progetto sul raddoppio della ferrovia Palermo-Catania-Messina, che potrebbe cambiare il volto di Floriopoli: l'area che a Cerda comprende i box, le tribune, la torre dei cronometristi del circuito stradale della Targa Florio, la gara automobilistica più antica al mondo (nata nel 1906 su iniziativa di Vincenzo Florio), ancora oggi tappa del campionato italiano rally e auto storiche.

L'idea che il circuito della targa Florio venga intaccato dal progetto Rfi per il raddoppio ferroviario ha provocato le proteste dei sindaci del comprensorio e di un fronte politico trasversale. Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars, che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta all’assessore regionale per i Beni culturali, ha chiesto alla Regione di "far valere il vincolo apposto sui tracciati e di avviare un confronto con Rfi per l’adozione di soluzioni progettuali che consentano la salvaguardia della integrità del tracciato e dei luoghi attraversati dalla Targa Florio".

Con l'inserimento del raddoppio ferroviario della tratta Palermo-Catania-Messina tra le opere infrastrutturali del Pnrr (e anche del Pniec), Rfi ha avviato le procedure per l’approvazione del progetto che riguarda la direttrice Fiumetorto-Lercara Friddi: circa 30 chilometri doppio binario. Tra le opere connesse è prevista la soppressione del passaggio a livello sulla statale 113 all'altezza del bivio che incrocia la statale 120 nei pressi di Floriopoli, con la realizzazione di un viadotto, di una grande rotonda e di una nuova strada. 

"Si tratta di opere che avrebbero un forte impatto sullo storico tracciato della Targa Florio - aggiunge Lupo - che rappresenta, insieme con la stessa Floriopoli, un brand conosciuto e apprezzato nel mondo grazie al quale si promuovono ogni anno iniziative, manifestazioni ed eventi di alto interesse non solo sportivo". Motivo per cui si cercano soluzioni alternative al progetto attuale.

In tal senso c'è la disponibilità di Rfi: lo spiraglio arriva dall'incontro dell'8 marzo tra esponenti del Pd e il commissario straordinario dell'opera Filippo Palazzo. Il parlamentare Carmelo Miceli e il responsabile Enti locali Marco Guerriero hanno valutato come "molto positivo il colloquio".

"La massima apertura alla valutazione di proposte tecniche alternative che arriveranno dalle amministrazioni comunali interessate - aggiungono - crediamo sia il modo migliore per evitare strappi, cortocircuiti e contraddizioni tra lo Stato, la Regione Siciliana e la Città Metropolitana di Palermo, tra l’esigenza atavica di infrastrutture della nostra Isola e il diritto e dovere di tutte le istituzioni coinvolte di preservare quel patrimonio storico, culturale, naturalistico e sportivo che la Targa Florio, il suo circuito e Floriopoli rappresentano per la provincia di Palermo e per tutta la Sicilia".

Per Vincenzo Figuccia, deputato della Lega, "la Targa Florio va tutelata da ogni forma di invasione ingiustificata sul patrimonio naturale, storico, sportivo, culturale e turistico che interessa quel comprensorio. E' comprensibile dunque la preoccupazione dei sindaci dell'area madonita ai quali va tutto il nostro sostegno e l'impegno che nei prossimi giorni possano essere sentiti in Commissione ambiente all'Ars i vertici di Rfi per fare chiarezza. La storia e il turismo della nostra terra - conclude - non vanno mai sacrificati in nome di altri interessi e per questo siamo pronti a fare battaglia chiedendo una profonda revisione del progetto ferroviario".

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