Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Bando periferie, l'Anci chiede aiuto alla Regione: "Impugni il provvedimento"

L'associazione chiede al governatore Nello Musumeci di appellarsi alla Corte costituzionale: "La rimodulazione dello stanziamento di risorse è un inaccettabile atto di disinteresse per la vivibilità di 117 Comuni siciliani"

Leoluca Orlando e Nello Musumeci

Nel braccio di ferro con il governo nazionale per i fondi per le periferie, i Comuni tirano in ballo la Regione. L'AnciSicilia chiede al goevrnatore Nello Musumeci di impugnare il decreto legge 91/2018, il cosiddetto "Bando Periferie", dinanzi alla Corte costituzionale e offre il proprio supporto alle Amministrazioni nel proporre impugnativa in sede amministrativa presso il Tar di competenza.

Secondo l'AnciSicilia "L'impatto della norma approvata nel Milleproroghe con la quale è stata prevista la sospensione fino al 2020 del Bando di  riqualificazione delle periferie ha creato ai Comuni siciliani, tenendo conto anche del cofinanziamento, un danno economico di complessivi 500 milioni di euro e ha coinvolto 117 Comuni, tra i quali le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e i nove Comuni capoluogo". Fondi che, molti degli Enti interessati, avevano già previsto nel loro bilancio 2017 finalizzandoli alla realizzazione degli interventi per i quali avevano reso la progettazione esecutiva, arrivando, in molti casi, anche all'affidamento della stessa.

Per l'associazione dei Comuni "la rimodulazione dello stanziamento di risorse destinate alle periferie è un inaccettabile atto di disinteresse per la vivibilità di 117 Comuni siciliani e ha ignorato previsioni di legge, convenzioni firmate dalla presidenza del Consiglio dei ministri e registrate dalla Corte dei Conti, progetti esecutivi, atti e impegni già assunti. Gli Enti locali siciliani, per la realizzazione degli interventi, per i quali hanno partecipato al Bando periferie sono stati impegnati in maniera significativa sia rispetto alle previsioni di bilancio, sia in termini di attività degli uffici tecnici e per tali ragioni, nel periodo di interesse, non hanno potuto beneficiare di ulteriori opportunità di finanziamento nazionali e regionali. Senza considerare il fatto che con il decreto 91 vengono, di fatto, bloccati interventi di riqualificazione e rigenerazione non solo nel senso strutturale del termine ma anche in senso di sicurezza sociale e tutti in aree particolarmente degradate, sotto entrambi i profili".

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