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Il doppio binario cancella la stazione di Lascari, Faraone: "Sicilia sfregiata"

Di quello che fu anche il set di Nuovo Cinema Paradiso sono rimaste solo le macerie. Il sottosegretario alla Salute Davide Faraone sul suo blog: "In tutto il mondo luoghi come questi diventano musei. Politica miope, non può esistere futuro senza passato"

Della stazione Giancaldo di Lascari, famosa per essere stata anche il set di Nuovo Cinema Paradiso, film vincitore del premio Oscar, sono rimaste solo le macerie. A causa dei lavori per il raddoppio ferroviario l'edificio, lo scosro 22 febbraio, è stato raso al suolo. Il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, non ci sta e attraverso il suo blog alza la voce: "Era proprio necessario cancellare un pezzo della nostra memoria, un pezzo di Sicilia reso celebre da un film storico per far spazio al doppio binario? La Sicilia ha un sistema infrastrutturale da Medioevo e bisogna modernizzarlo. Questa è anche una nostra battaglia. Ma nel farlo non bisogna sfregiarla".

La decisione che ha portato a questo ennesimo sfregio della Sicilia è stata presa nel lontano 2003 da una "politica miope che biosgna lasciarsi alle spalle perchè ci fa vergognare".

In quella stazione Peppuccio Tornatore ha girato la scena dell’addio di Totò che lascia il borgo natìo per andare a Roma. Saluta Alfredo, il suo amico. Saluta la Sicilia. Scelta sicuramente per la sua ‘aria da Sicilia d’altri tempi’ ma riconoscibile a chiunque abbia visto quel film. Costruita nel 1887 e restaurata una ventina d’anni fa, era anche divenuta, nonostante non fosse stata mai valorizzata davvero, una piccola meta turistica. "Sui social - racconta Faraone - si trovano i selfie di gruppi di turisti giapponesi sorridenti con alle spalle la stazione di Nuovo Cinema Paradiso. In tutto il mondo luoghi come questi diventano musei, vengono inseriti negli elenchi straordinari dei monumenti storici, si trasformano in luoghi di cultura e di ricchezza per le comunità. Quello della stazione Giancaldo è l’esempio più eclatante di una politica che non guarda al futuro". 

In Sicilia ci sono poco più di 70 stazioni ferroviarie in disuso e circa 240 case cantoniere e caselli. "Una ricchezza - dichiara il sottosegratario - se si pensasse a un riuso intelligente di questo patrimonio per un rilancio del tessuto economico dell’Isola. Negli ultimi 5 anni Ferrovie dello Stato ha incentivato la trasformazione e il riuso di questi immobili attraverso il comodato d’uso gratuito o in locazione agevolata per progetti che mirano alla valorizzazione del territorio".

La stazione di Lascari però non c'è più e quindi troppo tardi per pensare a tutto quello che in quel luogo si poteva fare. Non è mai troppo tardi, invece, per evitare che gli stessi errori si ripetano. "Sì al futuro, sì alla modernità ed alle infrastrutture - conclude Faraone - ma senza dimenticare la storia, il passato, la memoria. La modernità si conquista sapendo chi siamo e da dove veniamo. È così difficile immaginare una Regione che punti a cofinanziare le piccole imprese di giovani che si impegnano a riutilizzare gli immobili ferroviari per scopi sociali, turistici e culturali facendoli diventare, per esempio, ostelli di nuova generazione con postazioni polienergetiche, aziende enogastronomiche, ristoranti e presidi slow food in funzione delle eccellenze dei territori di pertinenza, attività culturali, ecomusei? Io credo che immaginare questa Sicilia non sia da folli. È l’unica possibilità che abbiamo per evitare che quei denti d’acciaio della ruspa demoliscano anche la speranza verso il futuro".

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