Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Sportello unico a rischio collasso: quasi 29 mila pratiche inevase

Attività produttive, a fornire i dati è stato direttamente il Comune dopo la richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere del M5S Igor Gelarda. I ritardi riguardano tutti i settori: "Costituire subito un'unità di crisi per affrontare questo problema" 

Le attività produttive di Palermo con quasi 29 mila pratiche inevase. A fornire i dati è stato direttamente il Comune dopo la richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere del Movimento 5 Stelle Igor Gelarda. Gli slittamenti riguardano tutti i settori indistintamente. “Chiedo un giorno di lutto cittadino - esordisce il consigliere  - per rispetto di tutti coloro che vivono a Palermo e che hanno a che fare con lo sportello unico delle attività produttive del Comune. Il vicesindaco Marino, rispondendo ad un mio accesso agli atti, ha messo nero su bianco, fornendo dei dati incontrovertibili, sull’enorme mole di arretrati che possiede quello che dovrebbe essere un volano per lo sviluppo economico della città”. 

Le competenze dello sportello unico delle Attività produttive riguardano - oltre alla concessione del suolo pubblico - anche il settore pubblicità, l’ufficio tecnico, e quello licenze (artigianato, industria, somministrazioni cibi e bevande, attività ricettive, commercio in aree pubbliche e private). Allo stato attuale, il Suap di Palermo ha quasi 29 mila pratiche non evase, cioè un numero pari a  tutte le istanze pervenute nel 2016 e nel 2017, messi insieme.

E tali ritardi riguardano indistintamente tutti i settori: 414 pratiche inevase riguardano agibilità edilizie; 854 comunicazioni di inizio attività; 1.144 procedimenti autocertificati ai sensi del dpr 447/98 (norme di semplificazione procedimenti di autorizzazione per la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di opere interne ai fabbricati); 6.838 pratiche relative alla Scia (Segnalazione certificata di Inizio Attività), 204 di scia di somministrazione. Ben 8.700 pratiche sono relative al suolo pubblico: 1.422 di queste inerenti le attività produttive; ancora 5.656 pratiche riguardano i traslochi, ponteggi ed altro; 874 passi e accessi carrabili. Infine ben 2.886 pratiche relative alla pubblicità sono ancora senza risposta.

“Ma non è tutto - denuncia Gelarda - perché ad aggravare il quadro già desolante c’è che negli ultimi tre anni il numero delle istanze complessivamente evase sono diminuite: 12.504 portate a compimento nel 2015; 11.703 nel 2016 mentre solo 11.145 nel 2017. Con una diminuzione di quasi il 10% nei tre anni. E questo nonostante il numero delle richieste pervenute sia aumentato, passando dalle 13.904 del 2016 al le 14.633 del 2017. E per concludere anche la percentuale delle istanze che vengono evase nello stesso anno di protocollazione sono diminuite in questi ultimi tre anni: nel 2015 il 65% del presentato, nel 2016 erano il 61% appena il 57% per il 2017. Anche qui con un trend decisamente negativo".

IGOR GELARDA FOTO NUOVA-2“E questi numeri da fallimento sono una conseguenza naturale di come è organizzato (male) questo ufficio, dato che attualmente su circa 200 dipendenti che lavorano al Suap, circa il 90% dei quali sono part time, mentre solo alcuni dirigenti sono full time - continua Gelarda. Con un buon  20% di personale ridotto negli ultimi 5 anni, a causa di pensionamenti e trasferimenti, e  tutto questo nonostante 4 sedi decentrate (l’ortofrutticolo, l’ittico la fiera e le affissioni) e la mole di lavoro in costante aumento. Tutto questo con buona pace della produttività, ma anche della capacità di organizzare il lavoro all’interno di questi uffici. Questi sono numeri da città abbandonata a se stessa. Sono numeri che sono nemici della città e di quei cittadini che intendono iniziare una attività o che intendono mettere in regola o sanare certe posizioni nei confronti dell’amministrazione comunale. Il sindaco non può non conoscere questa situazione. Capiamo - conclude Gelarda - che in questo momento il comune di Palermo fa acqua da tutte le parti, ma chiediamo un atto di responsabilità al sindaco e alla Giunta tutta e che venga costituita subito una unità di crisi al comune per affrontare questo problema. 

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