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"Spariti i 100 milioni destinati alle famiglie siciliane in crisi": la denuncia di Lega e M5S

Il governo avrebbe spostato i fondi che l'Ars, con la finanziaria 2020, aveva stanziato per l'erogazione di prestiti agevolati. La questione diventa politica, con un gruppo della maggioranza che contesta la giunta Musumeci. Armao a PalermoToday: "La cifra sarà ulteriormente integrata con i fondi del Poc"

“Spariti nel nulla i 100 milioni che la legge finanziaria del 2020 aveva destinato alle famiglie siciliane in difficoltà economiche per l’emergenza Covid”. La denuncia arriva dal gruppo parlamentare della Lega dopo una seduta della commissione speciale per la verifica dell'applicazione delle leggi regionali dell’Ars. E la questione diventa immediatamente politica, con un gruppo di maggioranza che accusa il governo regionale di tenere “un comportamento poco rispettoso del parlamento regionale”. Immediata la replica dell'assessore all'Economia, Gaetano Armao: "Nessun rimpallo tra gli uffici regionali, ma modulazione degli atti di indirizzo parlamentari", dice a PalermoToday

I fondi stanziati dovevano servire a garantire prestiti agevolati alle famiglie per superare la crisi determinata dalla pandemia. Per la copertura della spesa erano stati individuati fondi extraregionali e del POC - Piano Operativo Complementare 2014-2020. “Gli assessori e i dirigenti dei settori interessati, ossia famiglia e programmazione - riferiscono il presidente della commissione Carmelo Pullara, e i deputati Marianna Caronia, Giovanni Cafeo e Antonio Catalfamo - si sono rimpallati la responsabilità per la mancata emanazione dei provvedimenti attuativi dell'articolo 5 della legge regionale. Hanno riferito che in sede di riprogrammazione della spesa le somme sono state destinate ad altro, ma su quale sia stata l'effettiva destinazione e ancora meno sull'effettivo utilizzo, nessuno è stato in grado di fornire chiarimenti”. “Addirittura - attaccano i parlamentari della Lega - di fronte alla pressanti richieste della Commissione hanno asserito che quanto scritto nella legge era  soltanto ‘un consiglio, una indicazione fornita alla Giunta che può però decidere di utilizzare le somme in altro modo’. Insomma da parte del Governo e di qualche funzionario, le leggi regionali sono dei meri consigli cui ognuno è libero di scegliere se attenersi o meno”.

“La giunta regionale - è, invece, la posizione del capogruppo del M5s, Giovanni Di Caro - ha del tutto disatteso le previsioni della legge che contemplava una ingente misura di sostegno alle famiglie. L’Ars aveva dato un indirizzo vincolante per il governo, destinando ben 100 milioni di euro di fondi extra-regionali al sostegno delle famiglie siciliane in difficoltà. Sappiamo ora che le somme realmente disponibili per questa misura rappresentano circa un ventesimo di quelle previste dalla legge”. “Un fatto - prosegue Di Caro - di una straordinaria gravità, per almeno due motivi. Primo, il governo regionale sottrae alle legittime e primarie esigenze delle nostre famiglie risorse preziose per le primarie esigenze di vita in un momento di difficoltà. Secondo, il governo regionale ha in pratica esautorato il parlamento dal suo ruolo, forse convinto forse di poter disporre di finanziamenti a proprio piacimento. Lo ‘storno’ di queste risorse verso altre destinazioni delle quali al momento non abbiamo notizia è semplicemente scandaloso. Siamo convinti che quanto accaduto rappresenti una lesione nel rapporto di correttezza istituzionale tra Ars e governo. Con urgenza, chiediamo che il presidente Musumeci si presenti in Aula a motivare queste scelte”.

Ma intanto, interpellato da PalermoToday, arriva la spiegazione dell'assessore Armao, che intanto critica chi fa "allarmismo". "Non giova agli interventi nel sociale quanto invece giova il lavoro comune. I 100 milioni di euro - dice - erano stati destinati alle famiglie per buoni alimentari, di cui solo 60 sono utilizzati dai comuni. I residui 40 sono destinati alle famiglie, cifra che sarà ulteriormente integrata con i fondi del Poc degli assessorati Famiglia e Lavoro nonché istruzione che ad oggi ammontano ad oltre 330 milioni e quindi con risorse ampiamente capienti".

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