VIDEO | Il sottosegretario Scalfarotto in città: "La mafia si batte restituendo al territorio beni depredati"

Si tratta della prima visita da quando è al Viminale sotto il governo Draghi. Dopo un incontro in Prefettura, tappa alla caserma dei vigili del fuoco. Previsti poi un appuntamento a Corleone con i sindaci del comprensorio e all'ospedale dei Bianchi. "Senza il Mezzogiorno il Paese non riparte" 

“Ripartendo da Palermo, mi sono fermato a lasciare un fiore nel luogo in cui fu ucciso Libero Grassi. Sono vicino alla Sicilia che crede nel proprio lavoro, nell’economia sana, nella legalità, nella giustizia e nella libertà”. Così il sottosegretario al ministero dell’Interno, Ivan Scalfarotto che ha concluso la sua prima visita ufficiale, in veste di sottosegretario per l’Interno, a Palermo e Corleone, accompagnato dal senatore di Iitalia Viva Davide Faraone. 

Una giornata intensa, iniziata salutando e ringraziando il prefetto Giuseppe Forlani, le donne e gli uomini al servizio dello Stato, i Vigili del Fuoco. Infine, a Corleone, a 25 anni dalla legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Nella città del Palermitano, Scalfarotto si è recato da padre Luca Leone, che il 1° marzo, giorno della ricorrenza del santo patrono San Leoluca, ha trovato il portone della chiesa di Sant’Agostino incendiato da ignoti. 

A seguire l’incontro nell’Aula Consiliare "Bernardino Verro" con una ventina di sindaci del comprensorio corleonese. Dopo l’incontro coi sindaci, Scalfarotto ha visitato il Cidma, il Centro di documentazione sulle mafie e del movimento antimafia, che custodisce i faldoni del “maxi processo” e una ricca collezione di scatti della fotoreporter Letizia Battaglia e della figlia Shobha. Poi la sosta al consorzio "Sviluppo e Legalità", la prima realtà di riuso sociale dei beni confiscati ai boss, realtà che sono "palestre di vita" disse Papa Francesco tre anni fa, perché “lottare contro le mafie significa anche bonificare, trasformare, costruire”.

"La mafia è un parassita - ha aggiunto il sottosegretario -. La mia presenza qui non è casuale: è anche un gesto di solidarietà nei confronti di tutti i ragazzi che non hanno mai accettato il potere mafioso e un doveroso omaggio ai servitori della Repubblica". Infine, all'ospedale dei Bianchi, la visita al centro vaccinale, con un pensiero, in occasione della prima Giornata nazionale in onore delle vittime del Covid, ai camici bianchi, ai nostri eroi, ai familiari dei 100mila italiani morti senza la possibilità di un ultimo abbraccio. 

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