Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Il governo loda il "modello Sicilia" per i testimoni di giustizia, Gaetti "Ridiamo vita dignitosa"

Il sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti giovedì sarà a Palermo "per aprire un sano e costruttivo confronto con i testimoni di giustizia che hanno intrapreso il percorso di inserimento socio-lavorativo"

Luigi Gaetti

"Dopo mesi di incontri, terminati momentaneamente oggi con Luigi Leonardi, siamo pronti giovedì prossimo a confrontarci con la realtà siciliana per dare un segnale chiaro a tutti i testimoni di giustizia in Italia". Lo dichiara in una nota il sottosegretario di Stato all’Interno Luigi Gaetti, che giovedì sarà a Palermo.

Secondo Gaetti "Era necessario confrontarsi da subito su questa materia, che ha bisogno di essere adeguata ai cambiamenti intervenuti negli anni e di risposte nuove rispetto alle criticità evidenziate nell´applicazione dell’ultimo decreto legge approvato nel dicembre scorso.  Vogliamo fare un bilancio e capire come possa essere aggiornato il sistema di protezione, come migliorare le modalità per il reinserimento sociale e lavorativo dei testimoni e ridurre la sofferenza di queste persone che, in ragione della loro volontà di mettersi dalla parte dello Stato, subiscono ogni sorta di sofferenza. Attualmente c'è una legge nazionale che dà la possibilità alle amministrazioni pubbliche di assumere testimoni di giustizia e la Regione siciliana ha approvato una propria legge grazie alla quale li assume direttamente".

“La Regione Siciliana ha compiuto un'operazione meritevole e stiamo lavorando perché le altre Regioni seguano l'esempio
della Sicilia - aggiunge Gaetti - ho fiducia che la cooperazione tra Stato e Regioni porterà a buoni frutti per il lavoro dei testimoni. Giovedì saremo a Palermo proprio per aprire un sano e costruttivo confronto con i testimoni di giustizia che hanno intrapreso il percorso di inserimento socio-lavorativo, per capire come migliorarlo e se veramente il 'modello Sicilia' sia la soluzione giusta da esportare in tutte le Regioni d’Italia. Il nostro lavoro continuerà senza sosta, per trovare risposte concrete alle tante domande che fino ad oggi sono rimaste senza risposta, o con risposte non del tutto soddisfacenti. Quindi occorre necessariamente intervenire, in maniera concreta, per garantire a coloro che hanno avuto il coraggio di ribellarsi a un sistema mafioso una vita dignitosa, una identità. Una dignità". 

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