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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Beni comuni, Di Gangi e Trizzino: "Per l'utilizzo sociale serve coordinamento fra istituzioni e cittadini"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Un tavolo tecnico e di cordinamento fra Regione, Comune, Città metropolitana, Iacp e Agenzia del Demanio - con la partecipazione di associazioni e comitati di cittadini - per progettare insieme e coordinare l'azione delle istituzioni per l'utilizzo dei beni immobili oggi inutilizzati o abbandonati.

Questa la proposta di Gianpiero Trizzino e Mariangela Di Gangi, che ha anche l'obiettivo "di sfruttare al meglio i fondi del Pnrr, attraverso un vero e proprio coordinamento tra centri di spesa, fondi da utilizzare e bisogni dei territori". La proposta è stata formulata ieri agli studenti e allle studentesse del Laboratorio Malaspina, che hanno occupato l'asilo abbandonato di via Boito. All'incontro ha preso parte anche la consigliera comunale Viviana Lo Monaco. 

"Nel nostro territorio - si legge in una nota di Trizzino e Di Gangi - ci sono centinaia di beni immobili pubblici oggi inutilizzati e inutilizzabili - sottolineano Di Gangi e Trizzino - e su questi beni spesso nemmeno le istituzioni proprietarie hanno le idee chiare, sopratutto per mancanza di fondi o per mancanza di un'adeguata cultura della progettazione partecipata. Con decine di bandi del Pnrr aperti e in arrivo, oltre ai tanti altri fondi già esistenti e a disposizione per lo stesso scopo, il rischio che vediamo è quello di una sterile e pericolosa competizione fra enti pubblici che non fa che danneggiare la finalità pubblica dei beni comuni. Dagli asili ai centri giovanili per anziani, passando per i centri di quartiere, sono tante le possibilità aperte, che però, senza un'adeguata regia e senza il coinvolgimento di cittadini e associazioni rischiano di rimanere lettera morta, oppure di produrre progetti vuoti, sganciati dalle necessità del territorio".

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