Politica

Ars, slitta a martedì il voto di “censura” all’assessore Massimo Russo

Rinvio deciso dal presidente dell'assemblea Cascio dopo che la maggioranza (tranne l'Udc) ha abbandonato l'aula. Lombardo: "E' una vera e propria mozione di sfiducia contro tutto il governo"

L'assessore regionale Massimo Russo

Nuovo rinvio per il voto sulla mozione di censura presentata da Pdl e Pid contro Massimo Russo: il destino dell’assessore alla Sanità si conoscerà martedì. La maggioranza ieri ha  opposto una nuova  secopregiudizialendo cui non è possibile censurare un solo assessore, ma il presidente dell'Ars Francesco Cascio ha respinto la richiesta. Dopo quasi quattro ore di discussione i deputati avrebbero dovuto votare la mozione di censura ma la maggioranza, ad eccezione dell’Udc, ha deciso di abbandonare Sala d’Ercole facendo venir meno il numero legale. In assenza del numero minimo di deputati, Cascio ha aggiornato i lavori a martedì.

In sostanza il copione è stato lo stesso di quanto visto a luglio: Mpa e Pd che hanno sollevato una procedurale allo scopo di  evitare la votazione con l’opposizione determinata a giungere al voto. Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche il governatore Raffaele Lombardo, affermando che “si tratta di una vera e propria mozione di sfiducia all’intero esecutivo, in quanto si mette in discussione l’azione del governo in uno dei rami dell’amministrazione che vale, dal punto di vista finanziario, il 50% del bilancio” e garantendo il pieno sostegno all’operato di Russo nel settore della Sanità.

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