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Sabato, 29 Gennaio 2022
Politica Piazza Giulio Cesare

"Cittadino italiano", il giuramento davanti al sindaco: risolto il caso del giovane figlio di rifugiati

Il 18enne, nato e cresciuto a Palermo, rischiava di perdere la cittadinanza perché l'Anagrafe si era rifiutata di concedergli la residenza virtuale. Iter amministrativo concluso al fotofinish dopo l'intervento di Orlando. Appello ai comunali dopo le polemiche sul decreto Sicurezza: "Fate serenamente il vostro lavoro"

Detto, fatto. Il sindaco Leoluca Orlando, in qualità di ufficiale di Stato Civile, ha conferito oggi a L.S., diciottenne nato e cresciuto a Palermo, la cittadinanza italiana. Il giovane, figlio di rifugiati di guerra arrivati in Italia alla fine degli anni '90, rischiava di perdere la possibilità di diventare cittadino italiano perché gli uffici dell'Anagrafe si erano rifiutati di concedergli la cosiddetta residenza virtuale.

Ne ha dato notizia il primo cittadino, ricordando che "l'iter amministrativo seguito non rientra nelle casistiche interessate dal recente decreto Sicurezza". L'intervento del sindaco ha comunque risolto il caso. Il Comune gli ha concesso la residenza - requisito necessario per ottenere la cittadinanza italiana - e la Questura ha rilasciato in tempi celeri il permesso di soggiorno. Oggi è avvenuto il giuramento negli uffici comunali di piazza Giulio Cesare, a 48 ore dal compimento del 19esimo anno di età: data limite per ottenere la cittadinanza. Presenti, oltre al sindaco, anche gli assessori Gaspare Nicotri e Giuseppe Mattina.

Orlando, al termine del giuramento di L.S., ha espresso "apprezzamento per l'impegno dei dipendenti comunali", invitandoli "a svolgere serenamente il proprio lavoro". Un modo per rasserenare gli animi dopo la sospensione del decreto Sicurezza e i dubbi sull'applicazione della direttiva del sindaco, che ha sollevato un vesapio di polemiche.

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