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Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli

Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli

Amministrative 2017: Orlando risale tra i guai 5 Stelle e le spaccature del Pd

Indiscrezioni elettorali: l'attuale primo cittadino sarebbe in testa ai sondaggi non ufficiali. Si delinea un altro braccio di ferro con Ferrandelli. Nelle liste orlandiane saranno "banditi" i simboli di partito

Il primo passo in vista delle Amministrative è atteso dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre, con l'apertura della segreteria politica. Da quel momento in poi il sindaco Leoluca Orlando metterà in moto la sua macchina elettorale. 

La bufera che si è abbattuta sul Movimento Cinque Stelle, le divisioni dentro il Pd, il centrodestra che arranca sono per il primo cittadino un motivo in più per ricandidarsi. E, se "allarghiamo l'inquadratura", lo scenario politico in città si sta focalizzando su due poli: Orlando, appunto, da un lato; Ferrandelli dall'altro. Sarà la riedizione di quanto avvenuto nel 2012? E' ancora presto per dirlo.

Se Ferrandelli - che ha lanciato "Palermocrazia", progetto di costruzione del programma elettorale che prevede il coinvolgimento dei palermitani - avrebbe già chiuso il cerchio su tre liste; Orlando ne dovrebbe fare almeno quattro. Questa è la prima delle indiscrezioni che provengono da ambienti politici cittadini. Nelle liste orlandiane inoltre saranno "banditi" i simboli di partito: ulteriore conferma dell'Orlando pensiero, ovvero che "i partiti sono morti". Con buona pace di Rifondazione comunista o di altri partiti - uno di questi potrebbe essere Sel - che decideranno di "sposare" la causa del Professore. Con il ritorno all'effetto trascinamento, sulle liste dovrebbe esserci il nome Orlando o un riferimento ad esso. A differenza del 2012 quando, con il cosiddetto voto confermativo in vigore, si evitò di creare equivoci tra gli elettori che dovevano esprimere a parte la preferenza per il sindaco.

Nonostante sia fisiologico un calo del consenso per chi governa, Orlando sarebbe in testa ai sondaggi non ufficiali che circolano nelle ultime settimane. Una "carta" da spendere per richiamare candidati forti. Anche dal centrodestra. Di recente il deputato regionale dell'Udc Totò Lentini è uscito allo scoperto dichiarando che "il professore Orlando sia il candidato più credibile". Ad Orlando "guardano" altri nomi storicamente di area centrodestra: uno di questi è il consigliere comunale Mimmo Russo, presidente della commissione Bilancio. "Il problema di riempire le liste non c'è. Anzi...", sussurrano a Sala delle Lapidi.

Orlando e il suo entourage avrebbero delineato uno schema di massima. Chi sulla carta porta in dote più voti verrà "spalmato" nelle varie liste, che saranno costruite per "strati": il gruppo dei consiglieri comunali uscenti, i candidati vicini ai deputati regionali, i transfughi del centrodestra. Rispetto ad una previsione iniziale, dovrebbero trovare posto nelle liste per il Consiglio anche alcuni degli attuali assessori: Giusto Catania, Barbara Evola, Agnese Ciulla, Giovanna Marano i nomi più "gettonati". Non a caso viene segnalato da parte di questi assessori un certo attivismo, che andrebbe oltre il consueto rispetto alla fase iniziale del mandato.

A tutti gli assessori, inoltre, sarebbe stato chiesto di portare candidati che rientrino nei loro settori di competenza. Un modo per aprire maggiormente alla società civile le liste. Una di queste dovrebbe essere guidata il presidente del Consiglio Totò Orlando, che tra l'altro è omonimo del sindaco. Un valore aggiunto da un punto di vista elettorale. Non dovrebbe invece essere della partita Aurelio Scavone, capogruppo di Mov139 a Sala delle Lapidi, che secondo indiscrezioni vorrebbe candidarsi alle Regionali. A proposito di Mov139, non è ancora chiaro quale sarà la sorte del movimento costituito da Orlando dopo la fuoriuscita da Italia dei Valori. Di sicuro Orlando farà leva sul fatto che il suo è uno schieramento fuori dai partiti, anti-sistema. Candidandosi quindi ad occupare anche quello "spazio politico" che in altre città è già appannaggio del M5S. 

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