"Dare mezzi adeguati agli uomini di scorta di Crocetta": l'appello del Movimento dei poliziotti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Due pesi e due misure sulle auto che scortano il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta". E' quanto denuncia il Movimento dei poliziotti democratici e riformisti a difesa degli agenti ai quali è affidata la protezione del presidente. Il Movimento lancia un appello "per risolvere la situazione in maniera definitiva, visto che da diversi mesi gli agenti sono costretti a utilizzare mezzi non adeguati al servizio scorte".

Crocetta è riconosciuto, dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica della Prefettura di Palermo, come "personalità ad alto rischio". Il presidente è, infatti, sottoposto al servizio di protezione con scorta di secondo livello e dovrebbe muoversi, sia Palermo sia nel resto della Sicilia, con due auto blindate specializzate e con a bordo 4/5 agenti addestrati per i servizi di scorta.
"Ma le cose - spiegano dal Movimento - non stanno proprio così. Mentre la prima macchina, quella sulla quale viaggia il presidente, è una blindata. La seconda è una semplice utilitaria, una Fiat Bravo, senza alcuna protezione per gli agenti impegnati sul delicato lavoro di scorta".

“Il servizio di scorta – spiega Giovanni Assenzio, segretario provinciale di MP Palermo - viene svolto dal personale della polizia di Stato con mezzi e risorse della Regione Siciliana, come da accordi e intese tra la regione e il ministero dell'Interno, ma alla luce dei fatti sembrerebbe che si usino due pesi e due misure. Non solo gli agenti che viaggiano sulla Fiat Bravo sono facili bersagli per la criminalità organizzata ma, nel malaugurato caso di incidente o attentato, non godrebbero a causa dei tagli in polizia neanche delle polizze assicurative adeguate, in linea con il resto dei colleghi che prestano servizio di autista e di scorta alla Questura di Palermo e in tutti gli altri uffici di Polizia d'Italia. La nostra denuncia – prosegue - era già partita lo scorso anno in occasione dell'incidente avvenuto sull'autostrada Palermo-Catania nel quale era stata coinvolta la macchina di scorta del presidente Crocetta. Il nostro Movimento, per tutelare la sicurezza dei colleghi e delle loro famiglie, aveva tempestivamente inviato una nota ufficiale indirizzata all'ufficio responsabile, e cioè all'autoparco regionale, e allo stesso presidente Crocetta per cercare di trovare una soluzione, ma alla luce dei fatti – conclude - siamo costretti a evidenziare che la nostra protesta è evidentemente rimasta chiusa nel cassetto o ancora peggio temiamo che sia stata cestinata”.

Torna su
PalermoToday è in caricamento