Il fondatore dell'istituto Arrupe: "Mafia e Salvini comandano con la paura e si fingono religiosi"

Il duro attacco arriva da don Bartolomeo Sorge, gesuita, teologo e politologo italiano. Il religioso è stato molti anni a Palermo, dove ha diretto il centro di formazione politica. Ha anche sostenuto la "Primavera" di Palermo di Leoluca Orlando

Matteo Salvini

"La mafia e Salvini comandano entrambi con la paura e l'odio, fingendosi religiosi. Si vincono, resistendo alla paura, all'odio e svelandone la falsa pietà". E' la dura presa di posizione di don Bartolomeo Sorge. Su Twitter il gesuita, teologo e politologo italiano, attacca il vicepremier. Una posizione che lo pone in linea con il sindaco Leoluca Orlando, al quale è stato politicamente vicino anche in passato. 

Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1946, fu ordinato prete nel 1958. Esperto in questioni sociali e politiche, dopo avere diretto "Civiltà cattolica", dal 1986 al 1996 ha guidato l'Istituto di Formazione Politica Pedro Arrupe di Palermo. All'interno di questo Istituto, insieme a padre Ennio Pintacuda, con il movimento Città per l'Uomo ha sostenuto la Primavera di Palermo di Leoluca Orlando e poi nel 1991 il suo movimento La Rete. Dal 1997 vive a Milano, presso il Centro San Fedele, di cui è stato il responsabile. È stato anche direttore delle riviste Popoli fino al 2005 e Aggiornamenti Sociali fino a tutto il 2009. Attualmente è direttore emerito della rivista Aggiornamenti Sociali e tiene numerose conferenze in Italia e all'estero.

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"Tutti i poteri autoritari cercano la legittimazione religiosa e la mafia è un potere autoritario, che ha cercato di sostituirsi allo Stato, esattamente come lo Stato cercava la benedizione del potere spirituale, che è un meccanismo un po' diverso", commenta con l'Adnkronos Nando Dalla Chiesa. "Credo - prosegue - che padre Sorge voglia dire che c'è una tendenza di una tipologia generale di poteri a usare il sacro come fonte di legittimazione". 

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"Quello che si perde in termini di legittimazione nelle forme di democrazia si rafforza esibendo il sacro", dice Nando Dalla Chiesa. Poi, parlando del video in cui si vede Matteo Salvini che bacia più volte il rosario alla fine del comizio, dice: "Cosa penso? Che non si fa". "Non si fa, a volte l'abuso del sacro si trasforma in sacrilegio, e lo stanno dicendo diverse autorità religiose". E tornando a parlare del tweet di Padre Sorge dice: "Bisogna leggerlo, Padre Sorge, secondo me, non voleva dire che Salvini è un mafioso, conoscendo anche la sua attenzione alle parole, ma voleva dire che Salvini usa un meccanismo simile a quelli del ricorso al sacro per legittimarsi. Salvini non sta facendo niente di nuovo e tra l'altro lo sta facendo anche in maniera scenografica".

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