Maggioranza sfiducia il Presidente del Consiglio comunale, l'opposizione: "Illegittimo"

Succede a Cinisi. Spiega il Movimento civico "La RI Generazione": "Ai sensi infatti della legge regionale 6/2011, per sfiduciare il Presidente del Consiglio Comunale è necessario il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri (14) e non della maggioranza assoluta (ovvero 11), come avvenuto lunedì sera". Tutta l'opposizione non ha partecipato al voto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Lunedì 7 novembre si è “consumata” a Cinisi una delle pagine politiche più tristi degli ultimi anni. E’ stata convocata infatti dal vice presidente del Consiglio Comunale Giaimo una seduta con all’ordine del giorno un unico punto: la mozione di sfiducia e revoca nei confronti dell’attuale Presidente del Consiglio Manzella. Non è un caso che usiamo il presente, ma lo facciamo proprio perché non riconosciamo come legittimo ciò che è avvenuto in quella seduta, alla quale non abbiamo voluto partecipare in segno di protesta. Non siamo da soli a pensarla così, ma a pensarla così è tutta l’opposizione, questa volta unita, che ha disertato la seduta, nella quale erano presenti i soli 11 consiglieri di maggioranza.

Riteniamo che questa seduta sia illegittima per vari motivi, primo fra tutti perché convocata da un soggetto non legittimato a farlo, in quanto l’attuale Presidente del Consiglio Manzella si trovava nel pieno esercizio delle sue funzioni e non si verificava pertanto l’ipotesi di assenza o impedimento dello stesso per giustificare la sostituzione del vice presidente Giaimo. Tanto è vero che la Segretaria Comunale, con una nota ufficiale, aveva invitato lo stesso vice presidente a “valutare l’opportunità di un rinvio della seduta consiliare, nelle more dell’intervento del Commissario ad Acta, da parte dell’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali”. 

Questo concetto è stato ribadito dalla stessa segretaria dott.ssa Di Trapani all’inizio della seduta di lunedì, ma la maggioranza ha deciso di andare avanti comunque. Un atteggiamento arrogante, una mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni e delle regole che ne disciplinano il funzionamento. Oltre all'illegittimità della convocazione dobbiamo sottolineare anche l’illegittimità della deliberazione avvenuta. Ai sensi infatti della legge regionale 6/2011, per sfiduciare il Presidente del Consiglio Comunale è necessario il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri (ovvero 14) e non della maggioranza assoluta (ovvero 11), come avvenuto lunedì sera. Per giustificare questa condotta la maggioranza si è rifatta alle norme dello Statuto Comunale, il quale non è però aggiornato alla legge regionale citata in precedenza. Se dovessimo rifarci allo Statuto, anche gli attuali consiglieri-assessori che svolgono la doppia carica sarebbero illegittimi, perché lo Statuto Comunale, al contrario della legge, non prevede questa opportunità. Infatti l’art. 41 comma 2 dello Statuto Comunale afferma testualmente: “La carica di componente della Giunta Comunale è incompatibile con quella di consigliere comunale”. Siamo esterrefatti per questa prova di forza della maggioranza consiliare, disposta a tutto, anche a violare la legge, pur di regolare i conti al suo interno e col Presidente Manzella. Auspichiamo che quest’ultimo, a cui va la nostra solidarietà, utilizzi tutti gli strumenti giuridici a sua disposizione per difendere i propri diritti e ribaltare questo atto illegittimo. Ognuno si assuma le proprie responsabilità e ci auguriamo che gli organi competenti intervengano per ripristinare la legalità, ma al tempo stesso condanniamo questo spettacolo indegno offerto ai cittadini da una classe politica inadeguata, fuori dal tempo e lontana dai problemi reali che ci circondano.

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