Crisi politica nella maggioranza, Sala contro Catania: "Ha messo a rischio il bilancio"

Il consigliere comunale di Avanti insieme attacca l'assessore alla Mobilità che ha deciso di autosospendersi dopo gli emendamenti che hanno colpito il progetto tram: "Chiedo chiarimenti al sindaco". Fumetta: "Qualcuno si è svegliato dall'ipnosi"

Da sinistra il consigliere Toni Sala e l'assessore Giusto Catania

Che il voto sul bilancio di previsione avrebbe fatto discutere era cosa certo e lo dimostrano ora anche le frizioni che si registrano nella maggioranza. Dopo l’autosospensione di Giusto Catania, sintomo di una crisi già avviata, il consigliere comunale Toni Sala è tornato ad attaccare l’assessore comunale alla Mobilità accusandolo, con la mancata partecipazione sua e del suo gruppo consiliare alla votazione, di aver preso una scelta "grave e irrispettosa per il resto della maggioranza: un comportamento ingiustificabile che ha rischiato di penalizzare la città".

Al centro del dibattito la votazione sul bilancio e sugli emendamenti che hanno cancellato i fondi per il tram, ovvero quelli previsti mettendo insieme un mutuo da 21 milioni e quelli dell’avanzo vincolato, per un totale di poco meno di 40 milioni. "Se il bilancio non fosse stato approvato o fosse slittato a gennaio - spiega Sala - i teatri Biondo e Massimo sarebbero rimasti senza contributi, così come le associazioni sportive e tante altre realtà del territorio, penalizzando una città già messa in difficoltà dal Covid. Stare in maggioranza significa anzitutto avere cultura di governo, cioè anteporre il bene comune a quello particolare, e non è pensabile che le logiche di partito abbiano il sopravvento".

Ad infastidire il componente della commissione Bilancio il metodo adottato per affrontare il tema. "Il Comune - aggiunge - è perfettamente in grado di accendere un mutuo per le opere accessorie del tram che copra tutti i costi, anche se è lecito domandarsi perché questa esigenza sia venuta fuori soltanto qualche giorno prima del dibattito in Aula e non sia stata oggetto di un confronto in una maggioranza che si è trovata di fronte a una scelta compiuta. Tutto ciò è inaccettabile, ecco perché chiedo al sindaco Leoluca Orlando un chiarimento all’interno della coalizione che ristabilisca i giusti luoghi del dibattito e del confronto".

A stretto giro di posta è arrivata anche la reazione di Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione comunista, che sembra puntare il dito contro i compagni di maggioranza secondo lui un po' assopiti. "Finalmente qualche consigliere comunale della maggioranza si sveglia dall'ipnosi in cui è caduto e si rende conto che al momento una maggioranza non c'è più per responsabilità di chi è caduto nel tranello delle opposizioni. Infatti la maggioranza si è frantumata quando Italia viva ha rifiutato le riunioni di maggioranza sul bilancio. Il voto del consiglio comunale non solo ha cambiato il senso di un bilancio esitato da una giunta politica ma ha compromesso allo stesso tempo uno dei punti del programma elettorale".

"Come se non bastasse - continua Fumetta - gli emendamenti votati hanno prodotto una presa in giro nei confronti della città. Ad esempio si è fatto credere che i soldi del cosiddetto avanzo vincolato tolti al tram andranno per a riparare le buche per strada quando invece la legge impone che quelle risorse potranno essere utilizzate per investimenti e non per la manutenzione ordinaria. Inoltre senza alcuna ragione sono stati cancellati 21 milioni per un mutuo. Una vera e propria preso in giro alla città. Bene ha fatto il gruppo di Sinistra Comune a uscire dall'aula e non votare un bilancio fuffa".

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