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Norata e Li Causi

Norata e Li Causi

Scontro Comune-Rap: il direttore Li Causi si dimette, pronto a lasciare pure il presidente Norata

Il sindaco non convoca i vertici dell'azienda rifiuti all'incontro coi sindacati e scoppia la bufera. Dagli extra costi al Pef Tari non approvato: ecco i "nodi" irrisolti che hanno scatenato il caos all'ex municipalizzata. Domani si riunisce il Cda nei fatti sfiduciato da Orlando

Roberto Li Causi rassegna le dimissioni da direttore generale della Rap. E lo stesso potrebbe fare domani, giorno in cui si riunirà il Cda, il presidente Giuseppe Norata. E' scontro totale tra l'azienda di raccolta e smaltimento dei rifiuti e il socio unico Comune. Oggi l'amministrazione Orlando non ha concocato i vertici della Rap all'incontro coi sindacati, che ieri hanno proclamato lo stato di agitazione.  

Che i rapporti tra Rap e Comune non fossero dei migliori è storia vecchia. Pù volte Norata ha chiesto di sapere se il sindaco abbia ancora fiducia in lui per proseguire nel suo incarico. Adesso però la mossa di Orlando può essere letta come una "sfiducia" in blocco del Cda di Rap.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il "no" di Palazzo delle Aquile al pagamento della fattura da 21 milioni relativa agli extra costi sostenuti da Rap per portare i rifiuti fuori da Palermo, vista la saturazione della discarica di Bellolampo. Il Comune, che non dispone dei soldi in cassa per pagare i "viaggi dell'immondizia", ha proposto a Rap di spalmare l'importo su tre anni. Un'opzione rispedita al mittente da Rap, che ha presentato nuovamente la stessa fattura. 

Ad aumentare la tensione anche la richiesta, avanzata dal Comune, di dare una sfobiciata ad alcuni servizi resi da Rap. Il tutto in un quadro che vede la società di piazzetta Cairoli "boccheggiare" per la mancata ricapitalizzazione, il Pef Tari non approvato e circa 50 milioni di fatture non pagate, alle quali si aggiungono i 7,5 milioni promessi dalla Regione ma non ancora erogati per il post mortem delle vasche esauste di Bellolampo. 

Altro terreno di scontro come detto è il piano economico finanziario (Pef) della Tari, schizzato a quasi 163 milioni. Cifra che comporterebbe un aumento della tassa sull'immondizia del 27%. Il Comune, per evitare di modificare le tariffe, avrebbe chiesto a Rap una decurtazione di circa 10 milioni. Opzione, anche questa, bocciata dal management dell'azienda. Il Comune ha convocato per domani un tavolo tecnico proprio sul Pef. E sempre domani (alle 12) si riunirà il Cda della Rap, chiamato ad accogliere o respingere le dimissioni di Li Causi. La novità dell'ultima ora è che anche il presidente Norata, nominato al vertice della Rap in quota Italia Viva, potrebbe dimettersi. Le ripercussioni potrebbero portare così lo scontro anche ad un livello politico: i renziani infatti sono uno dei "maggiori azionisti" della Giunta Orlando. 

"Se un ufficio si permette di rigettare una fattura per gli extra costi - dice il presidente Norata - e il socio Comune non dice nulla, allora c'è un problema serio. Così si mette a rischio la sopravvivenza di Rap, a meno che non ci sia un altro disegno: ovvero che sia finito l'interesse verso la gestione pubblica dei rifiuti. Io non sono uno che le manda a dire e al sindaco ho scritto una lettera in cui ho fatto un resoconto dell'attività di Rap. Li Causi è un professionista serio: ha presentato le sue dimissioni al Cda: decideremo domani. Se dovessimo accoglierle, un minuto dopo presenterò le mie".

"Rimettere l'incarico al Cda - sottolinea Li Causi - è stato per me un passaggio obbligato: un grido d'allarme nei confronti dell'amministrazione, per quanto sta accandendo. Proprio nel momento in cui stavamo risolvendo la sutuazione di Bellolampo, assistiamo a scelte pericolose. Non si doveva arrivare a questo punto: da 20 giorni chiedo una riunione sul Pef Tari. Pur nella consapevolezza delle difficoltà di liquidità del Comune, si deve dare alla Rap di poter proseguire nella continuità aziendale. Aver convocato i sindacati senza i vertici della Rap è un atto di sfiducia a tutto il management. Ho deciso di dimettermi da 2 giorni perché così non si può proseguire. ho profuso il massimo sforzo e sono a posto con la mia coscienza. Questa non è una decisione drastica perché qualcuno si è comportato male con me, ma perché non di dà modo a Rap di poter svolgere bene il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E' necessario dare un nuovo slancio a questa società. Questo mi aspetto dal Comune, altrimenti il mio percorso finisce qui".

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