Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

"Sistema dell'emergenza smantellato giorno dopo giorno", l'allarme del sindacato dei medici

Duro atto di accusa nei confronti della Regione da parte di Emanuele Cosentino, responsabile regionale Smi emergenza sanitaria territoriale 118

"E ci risiamo. Cambiano i governi, cambiano gli assessori ma la musica rimane uguale, oppure no, non lo sappiamo ancora, ma non possiamo più aspettare, è passato troppo tempo. Abbiamo aspettato pazientemente che fosse esitata la revisione della rete ospedaliera regionale e alla fine abbiamo subito notato che, mentre nella precedente, quella di Gucciardi, quanto meno formalmente veniva considerata l’Emergenza Sanitaria Territoriale – 118, al fine di garantire le reti dell’Emergenza, in quest’ultima non esistiamo. Nessuna citazione, nessun riferimento, solo generiche e fugaci affermazioni verbali su una fantomatica Agenzia regionale dell’emergenza, sui costi eccessivi dell’emergenza rispetto ai risultati ottenuti". E' quanto si legge in una lettera aperta alla Giunta Musumeci e in particolare all’assessore alla Salute, firmata da Emanuele Cosentino, responsabile regionale Smi emergenza sanitaria territoriale 118.

"Si continua a non capire - si legge nella lettera - che non esiste un'assistenza ospedaliera che basti se l’assistenza della medicina del territorio non è adeguatamente funzionante e non riesce a soddisfare i bisogni di salute del cittadino, se le liste d’attesa sono infinite, se la specialistica ambulatoriale non viene adeguatamente utilizzata e il medico di famiglia viene abbandonato da solo con il suo computer, impotente.  Il Sues-118 siciliano era considerato, fino a 5 anni fa, tra i migliori d’Italia. Oggi il sistema viene smantellato giorno per giorno grazie alla sua totale indifferenza. Su circa 480 medici ben 140 sono medici precari ormai da anni e a tempo ormai 'indeterminato' garantiscono una funzionalità a un sistema che, in loro assenza, sarebbe ormai sepolto e che, tra l’altro, non vedono alcuna soluzione al loro status di precariato, visto il totale disinteresse dell’assessorato alla loro situazione. La progressiva precarizzazione medica del sistema determina una destabilizzazione del sistema pericolosissima per la salute dei cittadini in emergenza, sovraccaricando personale e il sistema stesso. La riduzione del personale medico e infermieristico e la comparsa del personale medico precario, che non riesce ad accedere a titolarità a causa di normative rigide e obsolete, determina una grave instabilità del sistema stesso".
 

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