Sanità, Cgil: "Velocizzare spesa ma garantire legalità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Sburocratizzare sì, è assolutamente necessario per velocizzare la spesa, a partire da quella sanitaria. Ma no a eliminare quei meccanismi e quei processi amministrativi che possono garantire legalità e trasparenza in tutti i settori, compreso quello sanitario che, come anche le ultime inchieste giudiziarie confermano, è da sempre all’attenzione degli appetiti di chi cerca arricchimenti illeciti”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, intervenendo alla presentazione della ricerca dello Spi Cgil siciliano su sanità e accesso degli anziani alle cure”.

"Tra il decreto di marzo il decreto Rilancio – ha rilevato Mannino- sono disponibili per il sistema sanitario siciliano circa 5 miliardi. Il tema - ha sottolineato - è soprattutto oggi come spenderli per migliorare realmente il sistema e garantire la trasparenza della spesa. Con queste risorse – ha sottolineato Mannino - vanno  colmati i gap esistenti, emersi in tutta loro evidenza con l’epidemia da Covid-19, a partire dalla medicina territoriale”. E sulla  medicina di prossimità si è soffermato anche il segretario nazionale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, rilevando che “con la pandemia è stato un serio problema l’inadeguatezza della medicina del territorio, così come così non avere in rete i medici di medicina generale”. Pedretti  ha anche auspicato una “vera integrazione tra politiche socio assistenziali e sanitarie, con la creazione anche di un unico ministero (Cgil e Spi Sicilia propongono dal canto loro un unico assessorato al welfare), per dare risposta in termini di nuovo welfare alle fasce più deboli della società a partire dagli anziani. Si tratta di risposte - ha sottolineato Pedretti- che possono incidere in positivo sul complesso della società, anche quella più giovane”. Alla videoconferenza dello Spi sono  anche intervenuti l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, il segretario della Cgil medici, Renato Costa e Pippo Noto, direttore sanitario dell’Asl 1 di Cuneo.
 

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