Politica

San Cipirello e San Giuseppe Jato zona rossa, Siviglia: "Fallito il progetto politico"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Con Ordinanza contingibile e urgente n°15 del 23/02/2021 Il Presidente della Regione Siciliana ha ordinato l’istituzione della zona rossa, dal 25/02/2021 sino al 11/03/2021, per i Comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, visto il protocollo contenitivo proposto dal Dipartimento di Prevenzione dell’Unità Operativa del distretto di Partinico e le relative note delle gestioni commissariali dei Comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato. L’ordinanza è stata in queste ultime ore oggetto di discussione ed in particolare sui social, addebitando a destra e a manca le responsabilità dei contagi ognuno secondo il proprio punto di vista. Nasce spontaneo dunque, chiedersi perché tale situazione si sia verificata nei due comuni Jatini e non in altri limitrofi. 

E' ovvio che per avere un dato preciso, al fine di stabilire il rapporto tra contagiati e non, bisognerebbe effettuare lo screening (nel vero senso del termine) su vasta scala; ma per mancanza di uomini e mezzi non è stato fatto. Il Dipartimento di Prevenzione dell’Unità di Partinico, a mio avviso, non avrebbe potuto stilare un protocollo contenitivo diverso rispetto alle segnalazioni e ai dati riscontrati. Non possiamo dunque, stabilire se  tale decisione  sia stata un eccesso di zelo  o una oculata legittima prevenzione da parte di tutti gli attori interessati. Per ironia della sorte i due comuni in questione in atto sono commissariati; San Cipirello con Commissione Prefettizia, San Giuseppe Jato con Commissario nominato dalla Regione dopo le dimissioni del Sindaco in carica, decisione maturata a seguito di un accesso ispettivo al comune da parte della Prefettura, ancora in corso.

L’analogia dei due commissariamenti mi porta ad un riflessione, probabilmente dovuta alla mia conoscenza del territorio e alla mia decennale esperienza nella qualità di già sindaco del comune di San Giuseppe Jato. Fermo restando che mi sarei comportato così come ha fatto sia la Commissione Prefettizia del comune di San Cipirello (Organo di amministrazione straordinaria) che il Commissario del Comune di San Giuseppe Jato (nominato dal Presidente della Regione che ha il compito di amministrare l’ente sino alla elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco da tenersi al primo turno elettorale utile). In ogni caso ci troviamo difronte a due enti commissariati con prerogative di gestione diverse da quelle che ogni singolo cittadino si aspetta. Con una normale gestione dei due comuni, sindaco e consiglio eletti dal popolo, conoscitori del territorio e dei bisogni dei propri concittadini, con la capacità di dialogo che nessuna commissione o commissario può avere, (prettamente per una questione di ruoli istituzionali diversi) e per non conoscenza  capillare del territorio e delle persone come quella  che si può avere nei piccoli centri da parte degli amministratori locali, la situazione dei nostri comuni sarebbe diversa. Non è colpa della gestione commissariale e non è colpa dei ragazzi che vanno in giro, ne tantomeno delle famiglie che hanno festeggiato un evento, non è colpa del carnevale!

E’ semplicemente colpa nostra! E di due amministrazioni comunali che a torto o a ragione hanno fallito nel loro progetto politico. Gli amministratori locali avrebbero agito in maniera diversa, da politici e rappresentanti del popolo affrontando energicamente e con fermezza l’emergenza Coronavirus che in una realtà territoriali piccola sarebbe stata più gestibile. Nessuna interlocuzione di ordine politico e sociale è stata posta al Presidente della Regione da parte di chi ne avrebbe avuto i titoli. In realtà le nostre comunità si trovano a vivere un disagio che forse si poteva evitare o quantomeno limitarne i danni. Ciò accade quando a governare non è la Politica.

Giuseppe Siviglia, ex sindaco di San Giuseppe Jato

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