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Sabato, 4 Dicembre 2021
Politica

Salvini alla conquista della Sicilia: "Il 2022 sarà un anno memorabile, Palermo non merita Orlando"

Il leader della Lega è in città per il processo Open Arms. In conferenza stampa all'Ars ha lanciato la sfida agli avversari e agli alleati: "Entro l'autunno i nomi dei candidati per le Comunali e per le Regionali, ma il centrodestra deve essere unito, non può sbandare un po' qua e un po' là"

"Il nostro obiettivo è quello di vincere le elezioni a Palermo, città straordinaria che non merita un’amministrazione come quella attuale di Leoluca Orlando". Matteo Salvini, leader della Lega, sbarca in Sicilia con le idee chiare per il futuro dell’Isola: “Il 2022 dovrà essere memorabile, epocale per questa regione”. Una regione in cui i numeri dei suoi rappresentanti istituzionali continuano a crescere, ingrossandosi in modo trasversale da ogni area politica. Accanto a Salvini, a Palazzo dei Normanni, c’è Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars, dove il partito attualmente conta già sette deputati. "E questo non è che un punto di partenza - dichiara il leader del Carroccio - e non perché stiamo facendo campagna acquisti ma perché il nostro progetto attrae".

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E proprio perché il peso specifico della Lega continua ad aumentare nell'isola, gli occhi di molti sono puntati sulla Lega in vista delle prossime elezioni Comunali e Regionali. "Non commento l'indagine che ha coinvolto il Comune di Palermo - dice Salvini -. Leoluca Orlando dobbiamo batterlo alle urne, ma è inaccettabile che in una città come questa ci siano migliaia di bare insepolte ai Rotoli e che l'unica soluzione che si trovi sia quella di loculi temporanei". Sui candidati per i due appuntamenti elettorali Salvini chiede di fare presto, "entro il 2021": "L’autunno finisce a dicembre, ma se fosse novembre sarebbe meglio. Abbiamo visto che arrivare tardi e dopo un percorso litigioso non porta a buoni risultati. Per la Regione abbiamo un po’ più di tempo visto che le elezioni saranno il prossimo autunno". Sui nomi che gli piacciono non si sbottona: "Li ho in mente ma è importante che il centrodestra sia unito, quindi faremo un lavoro di gruppo". Però intanto lancia messaggi distensivi al presidente della Regione Nello Musumeci, con cui qualche settimana fa la tensione era salita: "Non vogliamo più assessorati, vogliamo che in questo ultimo scorcio di legislatura si investa tutto sul lavoro. Ha la nostra fiducia".

Salvini circoscrive, anche, il centrodestra che per lui conta: "La settimana prossima incontrerò Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi – annuncia – perché le ultime amministrative ci hanno lanciato un messaggio chiaro: gli elettori che non sono di sinistra vogliono vederci uniti, solo così possiamo vincere. Non possiamo sbandare un po’ di qua e un po’ di là". Dei piani del senatore Salvini, lo dice chiaramente, non fa parte il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, con cui invece il coordinatore regionale di Forza Italia, il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, sta dialogando intensamente, al fine di spostare un po' l'asse della coalizione verso il centro. "Non credo che Renzi voglia entrare nel centrodestrà né ho io l’intenzione di invitarlo o convincerlo a starci dentro", dice, lanciando un messaggio molto chiaro, sebbene all'inizio dell'incontro con i giornalisti aveva detto di voler rispettare un fioretto: "Nessuna polemica, né verso gli avversari né tanto meno verso gli alleati". Ma il messaggio a Micciché sarà arrivato forte e chiaro e la palla adesso passa a Berlusconi, interlocutore di Salvini.

Il processo che lo attende domani nell’aula bunker del Pagliarelli, quello per il caso della nave umanitaria Open Arms, dunque, passa un po’ in secondo piano mentre nella sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, circondato dai deputati regionali e da alcuni consiglieri comunali della Lega, si butta a capofitto nei piani per le prossime elezioni in Sicilia. Presente in sala anche il senatore Francesco Scoma, candidato sindaco in pectore della Lega. "Penso di essere l'unico ministro in Europa - dice - che va a processo non per questione di soldi ma perché ha fatto il suo lavoro, diminuendo inoltre il numero dei morti e dei dispersi in mare. Sono tranquillo perché ho servito il mio Paese. Il Tribunale di Catania (nel processo Gregoretti, ndr) ha detto che non esiste alcun reato, e che anzi ho semplicemente fatto il mio dovere. Conto quindi che, senza perdere troppi mesi, anche quello di Palermo arrivi alla stessa conclusione. Domani andrò in Tribunale tranquillo". 

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