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Musumeci benedice il ritorno di Razza: "Si è innocenti fino alla condanna di terzo grado..."

Le parole del presidente della Regione a margine di una conferenza stampa sulla situazione rifiuti: "Veniamo da 30 anni di mala gestione del settore. Qualcuno dovrebbe emigrare dalla Sicilia, non dovrebbe avere più farsi vedere"

Nello Musumeci - foto Ansa

"In Italia c'è una legge che stabilisce in maniera inequivocabile quando un uomo o una donna che ricoprono una carica pubblica diventano incompatibili dal punto di vista giudiziario: fino a quando non arriveremo ai termini di quella legge io sono garantista. Fino alla condanna di terzo grado per me una persona è innocente e chi non la pensa come me è forcaiolo". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a Catania, a margine di una conferenza stampa sui rifiuti, rispondendo alla domanda di un cronista che gli chiedeva della rinomina di Ruggero Razza, indagato nell'inchiesta sulla presunta falsificazione dei dati Covid, alla guida dell'assessorato alla Salute.

Musumeci si è quindi soffermato sulla situazione rifiuti: "Veniamo da 30 anni di mala gestione del settore. Qualcuno dovrebbe emigrare dalla Sicilia, non dovrebbe avere più farsi vedere". "Per realizzare un nuovo impianto in Sicilia - ha detto - ci vogliono cinque anni. Tempi vergognosi dovuti alla burocrazia nazionale e regionale. I termoutilizzatori privati si possono realizzare in tre anni. Tra pochi giorni lanceremo il bando per realizzarne uno, ma il controllo sarà della Regione. E' un sistema 'mangia rifiuti' che produce ricchezza: calore e energia. Senza questa soluzione resteremmo in mano all'oligopolio dei privati e della cultura delle discariche".

"Abbiamo la necessità di fare chiarezza in un settore delicato in cui è forte anche l'interesse della criminalità. Noi dobbiamo redigere il piano, dare le autorizzazioni, di finanziare impianti e a eseguire monitoraggio e controllo. E invece ci troviamo a dover fare tutto noi, mentre le competenze su raccolta e smaltimento è di Comuni e Province. Abbiamo trovato una differenziata al 22% - aggiunge Musumeci in conferenza stampa - quattro impianti pubblici che trattava il 29% dei rifiuti e altri 4 privati col 71%. Si è creato un sistema di oligopolio privato che potrebbe, se volesse, fare collassare il sistema". "Di smaltimento - ha evidenziato - abbiamo trovato 6 pubblici, quattro dei quali già in esaurimento, i tre privati avevano il 90% della raccolta". "Abbiamo trovato la mancanza di un piano regionale - ricorda Musumeci- 10 Srr non attive, carenza di impianti, lentezze burocratiche, impianti autorizzati con ordinanza del presidente, 511 discariche esauste non classificate". "Nella raccolta differenziata - ha concluso - bassa percentuale dei Comuni, scarsa sensibilizzazione dei cittadini, gare d'ambito non avviate. Tanto ci pensa la Regione a coprire le inerzie...".

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