Acqua di rubinetto per consumare meno plastica: "Amap ampli la rete di fontanelle"

Il consigliere di Avanti Insieme, Toni Sala, commenta l'approvazione della nuova direttiva Ue sul consumo di acqua potabile di rubinetto: "Serve una vasta campagna di comunicazione sui controlli severi che fa l'azienda per rendere l'acqua pulita e sicura"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"L’Europa, grazie alla nuova direttiva approvata dal Parlamento Ue, punta sempre di più sull'acqua potabile di rubinetto per consumare meno plastica, tutelare l'ambiente e consentire alle famiglie di risparmiare oltre 600 milioni di euro l'anno. Una direttiva emanata a dicembre 2020 che riguarda la qualità delle acque destinate al consumo umano. Una sfida che Palermo deve raccogliere, facendosi trovare preparata: chiederemo che l’Amap recuperi il tempo perduto ampliando la rete di fontane pubbliche, ma anche varando un piano di comunicazione che sfati il mito secondo cui l'acqua del rubinetto sarebbe meno sicura di quella in bottiglia grazie anche ai nuovi parametri previsti dalla direttiva”. 

Così il consigliere di Avanti Insieme, Toni Sala, commenta la nuova direttiva Ue (2020/2184) sul consumo di acqua potabile di rubinetto, approvata grazie a un'Ice, ossia un’Iniziativa dei cittadini europei, strumento di democrazia partecipativa prevista dall'europa.

“Gli italiani ogni anno acquistano 8 miliardi di bottiglie d'acqua minerale, per un totale di 280 mila tonnellate di plastica - spiega Sala - il che fa di noi il terzo Paese al mondo, dopo Messico e Arabia Saudita, per consumo d’acqua in bottiglia. E quasi il 79% delle famiglie siciliane, secondo l'Istat, si fidano poco dell'acqua di rubinetto. E’ evidente che serve un'inversione di tendenza e quindi una vasta campagna di comunicazione sui controlli severi che si fanno sull'acqua del rubinetto che la rendono pulita e sicura”.

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