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Domenica, 28 Novembre 2021
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Batosta da Roma per i dirigenti regionali, stop ai fondi per il rinnovo del contratto

La presidenza del Consiglio dei ministri ha impugnato la norma che stanziava quasi un milione di euro per superare i rilievi negativi della Corte dei Conti. Proteste da parte dei sindacati che chiedono alla Regione di intervenire al più presto per sanare la situazione

Un'impugnativa che ha lo stesso effetto di uno schiaffo: la bocciatura da parte della presidenza del Consiglio dei ministri della norma con cui si stanziavano le somme per il rinnovo del contratto dei dirigenti regionali getta l'intera categoria di lavoratori nello sconforto. Si tratta di circa un milione di euro che sarebbe dovuto servire per superare i rilievi negativi della Corte dei conti e sbloccare un rinnovo atteso da più di 20 anni. I dirigenti della Regione siciliana, infatti, sono ad oggi l'unico comparto della pubblica amministrazione di tutta Italia a non aver ancora avuto rinnovato il contratto 2016-2018, oltre ad avere perso due bienni economici dopo un blocco della contrattazione durato più di 15 anni. 

"Ancora una volta - commenta Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia - assistiamo alla negazione di importanti diritti, anche e soprattutto in un momento in cui la dirigenza regionale è chiamata a svolgere un ruolo fondamentale per la programmazione e la spesa dei fondi del Pnrr destinati all’Isola". "I dirigenti della Regione Siciliana - è la posizione della sigla sindacale Cobas-Codir - continuano ad essere maltrattati su più fronti. Ribadiamo l’urgente esigenza di finalizzare le procedure avviate e di chiarire come l’amministrazione e il governo intendano risolvere questa problematica che sembra una storia infinita". 

La vicenda infatti, almeno nei suoi ultimi sviluppi, ha inizio nel mese di febbraio del 2020 quando la Corte dei Conti rilascia una certificazione negativa sull’ipotesi di accordo quadro del contratto collettivo regionale di lavoro dell’area della dirigenza e degli enti della Regione Siciliana per il triennio normativo-economico 2016/2018 sottoscritto all’Aran Sicilia. Per i giudici contabili non appariva "apprezzabile la copertura finanziaria degli oneri a carico degli esercizi 2021 e seguenti". A settembre scorso, l'Ars ha approvato una norma con cui provvedeva a sbloccare la necessaria copertura finanziaria ponendo le basi per rimuovere il blocco contrattuale. Ieri in serata lo stop del Consiglio dei ministri che ha impugnato la legge regionale sostenendo che "ecceda le competenze statutarie" e "violerebbe gli articoli 81 e 117 comma terzo della Costituzione".

"Chiediamo subito un confronto, serve recuperare e riconoscere le funzioni necessarie della dirigenza per il funzionamento della macchina amministrativa, oggi in grandissima difficoltà - afferma il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone -. A questa categoria è già stato ridotto l’organico per via dei pensionamenti, non può essere penalizzata ulteriormente negando loro anche i diritti contrattuali. Valorizzare la dirigenza è necessario".

E' notizia di ieri invece l'invio della direttiva dell'assessorato alla Funzione pubblica all'Aran Sicilia per far ripartire le trattative per il rinnovo del contratto del comparto, ovvero di tutti i dipendenti della Regione che non sono dirigenti. "Pur apprezzando i punti relativi alle posizioni organizzative e al lavoro agile - commenta Montera - auspichiamo che venga risolto a monte il problema delle risorse per la necessaria e non più rinviabile riclassificazione del personale, così da non dover temere un altro percorso a ostacoli come quello che stiamo già affrontando per la dirigenza. Questa Regione ha bisogno di passi in avanti, lo dobbiamo non soltanto ai lavoratori ma a tutti i cittadini siciliani".

Articolo aggiornato il 25 novembre 2021 alle ore 18.36 // inserita dichiarazione Barone Uil Sicilia

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