Verso il rimpasto di Giunta, a gennaio i nuovi assessori: Orlando cerca lo sprint

Il vertice di maggioranza sindaco-consiglieri: ribadita la necessità di aumentare il tasso politico della squadra di governo. Tra Natale e Capodanno si sapranno le deleghe che verranno rimesse in gioco, poi i nomi. Via libera al riordino della burocrazia, l'assetto degli uffici verrà ridisegnato

Il sindaco Orlando in Consiglio comunale

Verso il rimpasto di Giunta. Il sindaco Leoluca Orlando ha riunito ieri i consiglieri comunali della sua maggioranza per concordare tempi e temi per il rilancio dell'azione amministrativa. Lo sprint che finora è mancato passa non solo dal cambio di assessori, ma anche da una riorganizzazione della burocrazia comunale. Il sindaco infatti, assieme al segretario generale, sta ridisegnando l'assetto degli uffici. Prevista l'eliminazione degli incarichi ad interim dei dirigenti. Seguirà il rimpasto di Giunta. La necessità è sempre la stessa: aumentare il tasso politico all'interno della squadra di governo.

Tra Natale e Capodanno, Orlando dovrebbe comunicare alle forze politiche di maggioranza le deleghe che intende rimettere in gioco e il valzer degli uffici. In modo tale che a gennaio - a meno di brusche frenate - possa giungere a conclusione il percorso di riordino complessivo. Chi si aspettava tempi più stretti è rimasto deluso. Questo è trapelato dal vertice che si è tenuto a Palazzo delle Aquile, al quale hanno partecipato anche i fedelissimi del sindaco Fabio Giambrone e Diego Bellia. Presenti tutti i consiglieri, eccetto Barbara Evola, Valentina Chinnici e Carlo Di Pisa.

Nel corso della riunione, durata circa tre ore, il sindaco avrebbe detto che ritiene compiuta la missione di "cambio culturale della città". Ragion per cui è necessario prepararsi al dopo-Orlando per evitare "ritorni al passato". L'attenzione dell'amministrazione è adesso rivolta ai servizi, che devono funzionare. Chiusa la sessione di bilancio - l'ultimo step è rappresentato dal consolidato 2017, che permetterà di stabilizzare i 53 precari ex articolisti - si affronterà adesso il "nodo" dei contratti di servizio. Per la Rap è stata rilanciata l'ipotesi di togliere dal contratto di servizio la manutenzione di strade e marciapiedi. L'idea, lanciata da alcuni consiglieri, è quella di una cabina di regia tecnico-politica in modo tale che a Sala delle Lapidi l'iter per l'approvazione dei contratti di servizio possa essere il più veloce possibile.

In questo scorcio di dicembre dovranno anche essere individuate le delibere da portare in Consiglio nel 2019. Il piano della pubblicità rientra tra le priorità, assieme al piano regolatore generale. Il lavoro di raccordo tra assessori e consiglieri diventa fondamentale per portare a casa risultati e aumentare il tasso di produttività dell'assemblea cittadina, finora abbastanza basso. E qui, di fronte alle punzecchiature del sindaco ai consiglieri, c'è chi avrebbe invece tirato in ballo l'inerzia degli assessori. In sintesi, la Giunta non avrebbe aiutato a dovere il Consiglio. Tesi che alla fine lo stesso Orlando ha condiviso. Ecco perché il rimpasto non sarebbe più rinviabile. Di rimpasto però si parla da circa un anno e Orlando, per un motivo o un altro (appuntamenti elettorali, tatticismi ecc...), alla fine ha tirato il freno a mano. Chissà se l'approssimarsi delle elezioni Europee - a proposito, circolano già voci di candidature che riguardano un paio di consiglieri comunali - possa condizionare il rimpasto di Giunta.

Consumato il passaggio con i consiglieri comunali, Orlando passerà a consultazioni più ristrette con i partiti. Al vertice, giurano alcuni dei presenti, non si è parlato degli assessori da sostituire. In passato, però, è stata messa in discussione la posizione di almeno tre assessori (Riolo, Nicotri, Arcuri). Ed erano pure circolati alcuni nomi: da Fabio Giambrone a Leolpoldo Piampiano (in quota Sicilia Futura), passando per Giusto Catania (Sinistra Comune) e Teresa Piccione (Pd), ora impegnata nella corsa alla segreteria regionale contro Davide Faraone. Quest'ultima però, più che un'indicazione del partito, sarebbe stata un'autocandidatura. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchio: mesi e mesi che hanno anche rimescolato le carte. Una cosa è certa: alla fine l'ultima parola spetterà al sindaco Orlando. Come sempre.

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