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La nuova Giunta (manca Catania, assente per impegni precedentemente presi fuori Palermo)

La nuova Giunta (manca Catania, assente per impegni precedentemente presi fuori Palermo)

Rivoluzione Orlando, sostituiti 6 assessori su 8: ecco Darawsha, torna Catania

Cambia "pelle" la Giunta comunale, dopo il rimpasto voluto dal sindaco. Si salvano solo Marano e Mattina, fuori Arcuri, Marino e Gentile. Il nuovo vicesindaco è Giambrone. In quota Pd entra D'Agostino, tecnico di area renziana. Per Sicilia Futura c'è Piampiano. Prestigiacomo lascia l'Amap e viene "promossa" ai Lavori pubblici

Cambia completamente "pelle" la Giunta comunale, dopo il rimpasto effettuato dal sindaco Leoluca Orlando. Il primo cittadino sostituisce sei assessori su otto. Della vecchia guardia si "salvano" solo Giovanna Marano, che mantiene le deleghe alla Scuola e al Lavoro, e Giuseppe Mattina, che resta saldamente alle Politiche di cittadinanza e in più acquisisce la competenza sull'Anagrafe e i Minori. Per il resto sono sei i nuovi ingressi decisi dal sindaco dopo l'ultimo summit con i partiti. E, in perfetto stile orlandiano, non mancano le sorprese: su tutti Adham Darawsha, l'ex presidente della Consulta delle Culture; a seguire Maria Prestigiacomo, spostata dalla guida dell'Amap direttamente in Giunta.

Per uno storico fedelissimo che va via, Emilio Arcuri, ce n'è un altro che entra in Giunta: si tratta di Fabio Giambrone (iscritto al Pd come il sindaco), ex numero uno della Gesap, nominato adesso vicesindaco con deleghe al Personale, alla Polizia Municipale, al Decoro Urbano (Coime, Reset, Verde, Cantiere Municipale), Sispi, Innovazione e Comunicazione. Alla fine salta l'uomo dei conti, Antonino Gentile. Al suo posto nella squadra di governo un altro tecnico, Roberto D'Agostino, in quota Pd (area Renzi), vicino al senatore Davide Faraone. Si tratta di un ingegnere, che in passato ha ricoperto il ruolo di manager di varie aziende, anche a partecipazione pubblica.

A D'Agostino, oltre al Bilancio e al Patrimonio, vengono assegnati anche i Servizi Cimiteriali. Fino allo scorso gennaio - recita il suo curriculum - D'Agostino è stato presidente del Cda del Parco Scientifico e Tecnoclogico della Sicilia, società partecipata della Regione con Ibm Italia e Italtel. A cavallo tra il 2012 e il 2015 è stato inotre presidente del Patto di Palermo, ente intermedio che annovera fra i suoi soci Confindustria, Camera di commercio, Comune di Palermo e Irfis.

Giunta con vista sul 2022, Orlando passa dai tecnici ai politici

Nel rimpasto il sindaco "sacrifica" un altro fedelissimo: Sergio Marino, che nell'Orlando-bis ha avuto l'incarico di vice. A "governare" le Attività produttive - come da indiscrezioni della vigilia - da oggi ci sarà Leopoldo Piampiano, assessore indicato da Sicilia Futura. Per lui anche la delega al Canile municipale. Piampiano in epoca Cammarata è stato consigliere comunale tra le fila del centrodestra e prim'ancora (tra il 2002 e il 2007) presidente della Settima Circoscrizione. Sinistra Comune, terzo partito della coalizione che sostiene l'amministrazione Orlando, entra in Giunta con Giusto Catania. Per lui si tratta di un ritorno: è stato infatti assessore anche nella passata sindacatura Orlando, dal 2012 al 2017. Ambiente, Pedonalizzazioni, Piano Regolatore, Rapporti funzionali con Rap e Amat sono gli ambiti di competenza di Catania (assente alla presentazione per impegni precedentemente presi fuori Palermo), che avrà quindi la responsabilità sia dell'Urbanistica sia della Mobilità. Come richiesto dal suo movimento.

Confermata l'uscita dalla Giunta di Iolanda Riolo e Gaspare Nicotri, oltre al dimissionario Andrea Cusumano. Nella scelta delle new entry, il sindaco Orlando tira fuori dal cilindro l'ex presidente della Consulta delle Culture Adham Darawsha. Al quale, non a caso, attribuisce la delega alla Culture (plurale e non singolare, si badi bene). Laureato in medicina e chirurgia (ha lavorato al Civico e all'Ismett), Darawsha è di origine palestinese ma da poco cittadino italiano. Si occuperà anche di Consulte e Partecipazione. Risolto anche il nodo sulla quota rosa: la seconda donna risponde al nome di Maria Prestigiacomo. Il suo ingresso in Giunta lascia libera una casella importante, la presidenza dell'Amap. Dall'azienda acquedotto, Prestigiacomo viene "promossa" assessore con deleghe tutt'altro che leggere: Lavori pubblici e Rigenerazione urbana, più i rapporti funzionali con Amap e Amg. Il sindaco ha avocato a sé le deleghe all'Avvocatura comunale al Turismo, allo Sport e i rapporti con la Gesap. Ed ha annunciato che selezionerà due "articoli 90" per turismo e sport: ossia due dirigenti esterni nominati proprio dal sindaco, nei fatti due mini-assessori.

"La responsabilità della Giunta è solo mia: se le scelte saranno giuste è merito di tutti, se saranno sbagliate la colpa è solo mia" ha detto Orlando, presentando oggi pomeriggio a Palazzo delle Aquile la nuova squadra di governo della città. "Questa - ha sottolineato - sarà una Giunta politica e non partitica. I palermitani hanno diritto ad avere una città diversa e migliore oltre il mandato del sindaco. Dobbiamo pensare al presente con l'obiettivo al futuro, e cioè al 2022, quando non sarò candidato".

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