Riforma rifiuti, governo "affondato" all'Ars col voto segreto: Musumeci su tutte le furie

Franchi tiratori in azione, bocciato l'articolo 1 del disegno di legge rifiuti. L'ira del governatore: "Qualcuno, fuori dal Palazzo, brinda e ringrazia". Le reazioni dei deputati regionali

Musumeci all'Ars

Il governo cade sotto i colpi del voto segreto all’Ars: bocciato l’articolo 1 della riforma sui rifiuti. Il voto ha mandato su tutte le furie il governatore Nello Musumeci. "La legge sui rifiuti - ha detto il presidente della Regione - che deve mettere ordine e contrastare la criminalità organizzata non si può fare con un Parlamento che si nasconde dietro il voto segreto. Chi è che non ha il coraggio di metterci la faccia insieme al nome e cognome? Chi vuole nascondersi dietro uno strumento di viltà? Dopo un anno dalla presentazione del disegno di legge sulla riforma da parte del governo e ventinove sedute di Commissione, una parte dell'Assemblea regionale ha deciso di bloccare tutto. Qualcuno, fuori dal Palazzo, brinda e ringrazia".

Per Claudio Fava "la verità è che il disegno di legge sulla governance dei rifiuti era confusionario e inadeguato e non affronta nessuno dei temi strutturali sul tema della gestione dei rifiuti. Davanti alla manifesta mancanza di tenuta della sua maggioranza, Musumeci, invece di interrogarsi sui propri errori, pensa di inveire contro le opposizioni, le stesse che da settimane chiedevano di poter affrontare una discussione in Commissione, che proprio il Governo ha impedito”.

Ma sono tante le reazioni pro e contro il governo che sembra però cadere sotto i colpi di franchi tiratori. “Ribadiamo in maniera decisa la contrarietà a quanto avvenuto oggi in aula dove le opposizioni, ottenendo il voto segreto, hanno bloccato il testo sulla riforma dei rifiuti. Un articolo, il primo, che in più parti è stato oggetto di attentati politici e che alla fine per un voto è stato soppresso  - dichiara Antonio Catalfamo, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars -  Negli ultimi due giorni abbiamo assistito a ogni tipo di ostruzionismo strumentale che ha prodotto l’ennesimo pantano, uno spettacolo che ai siciliani non deve essere passato inosservato. Si continua a bloccare l’aula sulle riforme importanti attraverso meccanismi di fatto inusuali per questo tipo di votazioni. Un gioco squallido dove chi compie attentati istituzionali come questi sceglie di proposito di non metterci la faccia perché protetto dalla segretezza. Ma su decisioni così importanti non si può nascondere la mano che spara. Condanniamo fermamente questo atteggiamento irresponsabile da parte dell’opposizione (Movimento 5 Stelle e Pd): chi non ci mette la faccia non merita il rispetto degli elettori siciliani".

“Il pesantissimo stop in aula alla legge sui rifiuti – è la posizione dei deputati del M5S - è la pietra tombale sul governo Musumeci. Il presidente prenda atto che il suo esecutivo ha ormai l’encefalogramma piatto. Il suo esecutivo a due anni dal suo insediamento non è riuscito a cavare un solo ragno dal buco, se non per i cavalli della sua Militello, mentre la Sicilia è in fiamme. Ci chiediamo e gli chiediamo, con queste premesse dove mai può andare la Sicilia, quando le riforme strombazzate in campagna elettorale vengono bocciate dalla sua stessa maggioranza. Musumeci - ha detto il capogruppo Francesco Cappello - si ostina ad andare avanti in una direzione senza sbocchi. Anche sulla legge sui rifiuti si è ostinato a proseguire senza accogliere la nostra proposta e di parte dell’aula di rispedire tutto in commissione. Continua a suonare ostinatamente la sua inutile musica mentre il Titanic-Sicilia affonda inesorabilmente”.

“Stasera si è consumata una delle peggiori ipocrisie dell’opposizione a trazione Pd e M5S - si legge invece in una nota il Gruppo parlamentare di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana - per evitare che il Governo mettesse ordine  a una condizione disordinata del sistema rifiuti in Sicilia. Si sono arrampicati sugli specchi parlando di piano di rifiuti o di altri specchietti per le allodole. La riforma serve adesso, per razionalizzare un sistema che oggi è carente in tutta la Regione, la quale è sull’orlo di un’emergenza ambientale, dovuta all’esigenza di pianificare una corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti, che solo tale riforma può garantire”. 

“Questa per la Sicilia è una riforma epocale - ha concluso il capogruppo Tommaso Calderone –  e proprio per questo non dovrebbe esserci maggioranza e opposizione perché tutti dovremmo remare dalla stessa parte per il bene dei cittadini. La cosa più indecente – e mi attiverò nelle opportune sedi affinché questo venga abolito – è il voto segreto, il quale mortifica la Sicilia e il Parlamento siciliano. Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie scelte, senza mai nascondersi dietro al voto segreto”. 

"Il governo regionale - ha fatto sapere successivamente Musumeci - non andrà più in Aula fino a quando non sarà abrogato il voto segreto. Ho già chiesto ai rappresentanti del centrodestra nella Commissione regolamento all’Ars di richiedere la formale convocazione dell’organo per procedere di conseguenza. Ho già anticipato la volontà del governo al presidente del Parlamento Miccichè".
 

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