Avvocati palermitani contro la riforma della prescrizione: "Si rischiano processi infiniti"

Viene sospesa dalla sentenza di primo grado o dal decreto di condanna. La norma è contenuta nel ddl "Spazzacorrotti" ed è entrata in vigore con il nuovo anno. Il presidente dell'Ordine: "Se una sentenza arriva dopo 20 anni non è giustizia"

"Il rischio è quello di allungare il processo all'infinito e, nella sostanza, di non fare giustizia, perché se una sentenza arriva dopo 20 anni non è giustizia. Al contrario lo Stato alza bandiera bianca rispetto all'interesse del cittadino di avere una risposta, qualunque essa sia. Uno Stato di diritto ha la necessità di avere date certe per garantire i diritti dei cittadini". L'Ordine degli avvocati di Palermo prende una posizione contro le nuove norme sulla prescrizione (l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo ndr). Giovanni Immordino, presidente dell'Ordine, all'Adnkronos spiega le ragioni della "contrarietà" alla riforma fortemente voluta dal M5S che da poche ore è legge. Una "rivoluzione" arrivata "senza alcun confronto con il ministro Bonafede".

"Con i termini della prescrizione prorogati all'infinito - spiega Immordino - rischiamo di avere un soggetto indagato anche per 20 anni in relazione a certi tipi di reato. Non mi sembra che allungare sine die lo status di indagato o di imputato nel caso di rinvio a giudizio significhi rendere giustizia al cittadino". Anche dal punto di vista della parte offesa, secondo il presidente dell'Ordine degli avvocati di Palermo, la riforma non risponde alle richieste di giustizia. "In realtà la persona offesa o danneggiata può costituirsi parte civile nel processo per chiedere il risarcimento del danno - spiega -, ma anche lei verrebbe pregiudicata dal fatto di dovere subire un rinvio sine die della sentenza che accerti la responsabilità dell'imputato. Inoltre, i diritti delle persone offese o danneggiate dal reato vengono pregiudicati perché anche le vittime e i loro familiari hanno diritto di avere giustizia in tempi brevi e certi. Questo è un problema serio che a mio parere non è stato ancora colto".

La riforma è contenuta nel ddl Anticorruzione approvato lo scorso anno e meglio noto come "Spazzacorrotti". Si prevede che la prescrizione venga sospesa dalla sentenza di primo grado o dal decreto di condanna. In sostanza, la prescrizione termina di decorrere a partire dal primo grado di giudizio, senza fare alcuna distinzione, però, tra sentenza di condanna e sentenza di assoluzione. Dunque, tutto "congelato" fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio o alla data di irrevocabilità del decreto penale.

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