Tari, a Palermo si pagano in media 308 euro: "Servizio rifiuti tra i più bassi d'Italia"

La cifra si riferisce ad una famiglia di tre persone con una casa di 100 metri quadri. Nella "mappa" delle tariffe la città è all'undicesimo posto in Italia, in Sicilia costi più bassi solo a Caltanissetta ed Enna. Norata: "Rap ha le sue pecche, ma il contesto non è favorevole"

Cassonetti stracolmi e rifiuti per terra a Falsomiele

A Palermo il costo medio del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è di 183 euro all'anno per abitante. Al Sud tra i Comuni capoluogo di regione è uno dei meno esosi, mentre a livello nazionale si colloca al 15esimo posto. E' quanto emerge dall'analisi comparativa - il cosiddetto benchmarking per dirla all'inglese - effettuata dalla Rap su dati relativi al 2017. Il primato del Comune in cui il servizio pro capite pesa di più spetta a Venezia (378,31 euro); sul podio Cagliari (353,92 euro) e Roma (250,01 euro). In generale il servizio rifiuti ha un costo medio minore al Nord e maggiore al Sud.

I numeri però sfatano un luogo comune, ovvero che a Palermo la raccolta dei rifiuti si paga a peso d'oro. Non è così se guardiamo la mappa delle tariffe in Italia; resta però il fatto che in rapporto alla qualità del servizio reso i soldi chiesti ai cittadini sono pur sempre tanti. Basta dare un'occhiata alla Tari, la tassa sui rifiuti imposta dal Comune. Una famiglia di tre componenti, che abita in un appartamento di 100 metri quadrati, paga una tariffa di 308 euro. Tra i Comuni capoluoghi di provincia siamo all'11esimo posto su 20. Prima di Palermo ci sono Cagliari (549,09 euro). Napoli (448,23), Roma (382,75), Genova (378,27), Venezia (376,92), L’Aquila (374,50), Bari (345,96), Torino (324,59), Milano (321,48) e Perugia (321,42). 

La Tari meno "salata" di Palermo si paga ad Aosta (302,42 euro), Trieste (291,85), Bologna (285,60), Ancona (262,78), Campobasso (257,59), Catanzaro (254,93), Firenze (234), Potenza (218,02) e Trento (183,98). Alcune riflessioni sono d'obbligo. Innanzitutto la città che per numero di abitanti è quasi pari a Palermo, e cioè Genova, fa pagare la Tari circa 70 euro in più. E in media espleta il servizio per 210,40 euro pro capite; contro i 183 euro di Palermo. Va però ricordato che negli ultimi anni la tassa - prima Tarsu, poi Tares, ora Tari - è cresciuta progressivamente: 106,8 milioni nel 2010, 113 milioni nel 2011, 116 milioni nel 2012, 121 milioni nel 2013, 127 milioni nel 2014, 123 milioni nel 2015, 120 milioni nel 2016, 122 milioni nel 2017, fino ai 128 milioni di adesso. E proprio oggi scadono i termini per il pagamento dell'acconto Tari 2019.

Ma torniamo alll'analisi comparativa. Tra le città prese a parametro, Palermo - assieme a Campobasso - è quella che ha il livello di raccolta differenziata più basso (13,8% - dati 2017). Oggi siamo al 20% e l'obiettivo del 35% entro fine anno fissato dall'amministrazione comunale è ancora distante. Per recuperare il gap e il tempo perso in questi anni, la Rap sta accelerando sui Centri comunali di raccolta. Quello di viale dei Picciotti "sforna" numeri in crescita e nello spazio di una settimana dovrebbe aprire anche quello di piazzetta della Pace. Per l'amministratore unico di Rap, Giuseppe Norata, ne servirebbero almeno 20 in tutta la città. 

Azienda e Comune chiedono adesso ai cittadini uno sforzo, forti del fatto che le tariffe della Tari di fatto sono rimaste invariate dal 2017 al 2018. La Rap parla di "costi di gestione tra i più contenuti d'Italia" e fa un raffronto anche con il resto dei Comuni capoluogo di provincia in Sicilia. Ai 308 euro di Palermo si contrappongono ad esempio i 571 euro di Trapani, dove nel 2018 si è verificato un aumento boom del 49,1%. Il riferimento è sempre quello di una famiglia di tre persone con un'abitazione di 100 metri quadri. A Siracusa si pagano 442 euro, a Catania 435. Con nisseni ed ennesi (288 e 290 euro), i parlermitani pagano la Tari più bassa della Sicilia. 

Norata tira le conclusioni: "Il costo del servizio rifiuti è tra i più bassi d'Italia e della Sicilia. Ciò non significa negare le pecche di un servizio che dobbiamo migliorare, ma va considerato che il contesto in cui operiamo non è favorevole. Palermo è una città particolare, ci sarebbe bisogno di un servizio 24 ore su 24 perché i rifiuti vengono gettati a qualunque ora. Con i centri di raccolta comunale vogliamo premiare i cittadini che fanno la differenziata con gli sconti. Ecco perché stiamo pensando a buoni spesa da utilizzare nei supermercati e biglietti Amat per un valore annuo di 70 euro a famiglia per chi conferisce grossi quantitativi nelle maxi isole ecologiche". 

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