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Mobilità Reset-Rap, Norata risponde agli attacchi: "Nessuno stop ma occorre tutelare i conti"

Così il presidente della società di raccolta dei rifiuti prova a fare chiarezza dopo che il consigliere Zacco aveva definito "non tollerabili" i ritardi nel transito dei lavoratori. Frecciate al Comune: "Abbiamo problemi di liquidità, si rispettino gli impegni per coprire gli extra costi"

Con la Rap in crisi di liquidità, il Comune che non riesce a coprire gli extra costi del 2020 e i sindacati in stato di agitazione, è scontro sul passaggio di 94 operai della Reset all'azienda di raccolta dei rifiuti. Sulla procedura di mobilità interaziendale il presidente della Rap, Giuseppe Norata, risponde al consigliere Ottavio Zacco, che ieri aveva parlato di "situazione che umilia tutta la politica, i lavoratori e le loro famiglie". 

Le rimostranze di Zacco, presidente della commissione consiliare Attività produttive, nascono dal fatto che fino ad oggi "non si è dato seguito ad un provvedimento già deliberato da un atto di indirizzo dell'amministrazione e dal Cda di Rap". "Non sono più tollerabili - ha aggiunto - le astruse motivazioni per cui ad oggi non si è ancora concluso l'iter della mobilità. Norata prova a fare chiarezza: "La procedura di mobilità interaziendale Reset-Rap continua ad andare avanti. L'azienda intende ottemperare alla direttiva emanata dal sindaco, ma occorre contestualmente salvaguardare la continuità aziendale, tutelando i conti e l'equilibrio di bilancio”. 

"Ad oggi - ha chiarito Norata - non è stato ancora definito il percorso di approvazione del Pef Tari 2020, sul quale pesa una valutazione critica da parte del Comune, che intenderebbe tagliare fondi vitali per la società. Il Comune ha, inoltre, chiesto alla Rap di verificare la necessità di tagliare una serie di servizi; circostanza questa che impone una valutazione complessiva, anche in termini di riorganizzazione dei servizi e, quindi, una rivisitazione del piano dei fabbisogni del personale. E' chiaro che le istanze politiche di qualche consigliere comunale mal si conciliano con le esigenze di salvaguardia aziendale e di tenuta dei conti. Infatti, abbiamo innanzitutto la necessità di tutelare il lavoro dei dipendenti Rap. L'azienda, oggi, ha problemi di liquidità che si accompagnano ad una situazione di difficoltà del Comune a rispettare gli impegni presi circa la liquidazione, almeno di una parte di quei 50 milioni di euro dovuti che consentirebbe di anticipare gli ulteriori 20 milioni di extra-costi già sostenuti".

Parole che evidenziano anche rapporti non proprio in sintonia con il socio unico Comune. E non è un caso, come ha riferito oggi il consigliere grillino Antonino Randazzo, se "il Cda e il direttore generale della Rap non siano stati convocati oggi pomeriggio all’incontro fra sindacati e Comune". Un mancato invito che l'esponente del M5S definisce "preoccupante e anomalo". "In una situazione complessa e difficile per il Comune e la società partecipata di raccolta rifiuti, aggravata dalla emergenza Covid e dalla carenza impiantistica regionale, è fondamentale per il bene della città che tutti gli attori siedano al tavolo mettendo da parte eventuali ruggini".

Sul caso è intervenuto anche il consigliere Massimo Giaconia (Avanti Insieme), che teme una nuova emergenza rifiuti in città. "E' necessario e non procastinabile dedicare una o più sedute di Consiglio alla presenza dell'amminisrrazione e dei vertici della Rap, al fine di affrontare e soprattutto risolvere i problemi economico-finanziari della partecipata Rap, che potrebbero minare il proseguo delle attività aziendali. Com'è noto, la Rap per quasi tutto il 2020 ha dovuto affrontare con risorse proprie 21 milioni di euro dei cosiddetti extracosti per il trasporto e conferimento dei rifiuti palermitani presso discariche private site fuori città. Questo ha causato alla Rap una crisi di liquidità al punto che l'azienda adesso riscontra serie difficoltà anche a pagare gli stipendi ai propri dipendenti e le fatture ai fornitori. Tutto ciò mette a rischio il tanto agognato passaggio alla Rap dei 94 dipendenti Reset".

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