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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Fondi Pnrr rifiuti persi, infuria la polemica: "Rap non c'entra? Allora è inaccettabile il silenzio del Comune"

"Palazzo delle Aquile non ci ha mai delegato, sulla piattaforma nessun problema tecnico". Le precisazioni dell'amministratore unico dell'ex municipalizzata riaccendono le accuse di flop progettuale e burocratico lanciate da Legambiente e M5S. Trizzino: "Fatto di gravità inaudita, a Palermo questi impianti servivano come il pane"

Le precisazioni dell'amministratore unico di Rap, Girolamo Caruso; il nuovo attacco del Movimento 5 Stelle al Comune: si riaccendono le polemiche sui 30 milioni del Pnrr persi da Palermo per realizzare impianti di raccolta e gestione dei rifiuti.

Caruso ha precisato che il Comune - soggetto responsabile dei progetti - non ha mai "delegato la Rap" e per tale motivo l'ex municipalizzata "non avrebbe mai potuto accedere alla piattaforma del ministero della Transizione ecologica". Cosa che invece è accaduta per la progettazione dell'impianto di produzione di biometano dalla frazione organica della raccolta differenziata, che la Srr Palermo Area Metropolitana (altro soggetto responsabile ingividuato dal Mite) ha delegato a Rap.

La denuncia: "Persi 30 milioni del Pnrr rifiuti"

"Ancorché non tenuta a sviluppare alcuna progettualità, ritenendo di avere un obbligo morale verso la città e verso se stessa, ha donato (è proprio il caso di dirlo) al Comune i progetti sviluppati inviandoli non '48 ore prima', ma ben oltre due settimane prima (nota di trasmissione da Rap al Comune del 28 febbraio)", ha aggiunto Caruso chiarendo cosa è successo nell'ultimo giorno utile per caricare i progetti sulla piattaforma del Mite: Rap lo ha fatto "senza imbattersi in alcun problema tecnico, il Comune non c'è riuscito".

"Le dichiarazioni di Caruso confermano la denuncia del M5S e di Legambiente sui milioni di euro andati in fumo per gli impianti di raccolta e gestione dei rifiuti. Un fatto di una gravità inaudita, se si pensa che queste somme erano destinate a realizzare progetti che alla città di Palermo servono più del pane. Ben 8 centri comunali di raccolta, 15 isole ecologiche 'intelligenti' e un impianto di trattamento della frazione secca della raccolta differenziata per un ammontare di 30 milioni di euro, persi perché il Comune non ha fatto in tempo a caricare i progetti sul portale del ministero della Transizione ecologica". 

A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle e componente della commissione Ambiente dell’Ars Giampiero Trizzino, che nei giorni scorsi, insieme con la capogruppo in Consiglio comunale Viviana Lo Monaco e parallelamente a Legambiente Sicilia, aveva denunciato il flop progettuale e burocratico nelle procedure di istanza nell'ambito del Pnrr. 

"Stando alle dichiarazioni di Caruso, infatti - spiega Trizzino - il Comune (e non la Rap) non sarebbe riuscito a caricare sulla piattaforma del ministero nessun progetto e, a scanso di equivoci, sempre Caruso spiega che per quanto riguarda la piattaforma, questa funzionava regolarmente e ciò è dimostrato dal fatto che poco prima la stessa Rap ne aveva fatto uso, dice l’amministratore unico, 'senza imbattersi in alcun problema tecnico'. Ora, in questo caos fatto di inefficienze e silenzi almeno una cosa è certa: le spiegazioni da parte dell'amministrazione comunale, che stranamente a Caruso non ha ancora replicato, devono arrivare e devono essere convincenti”.

"La città di Palermo - conclude il deputato - produce ogni mese oltre 25 mila tonnellate di rifiuti ed appena il 16% riesce ad essere differenziato. Tutto il resto, a costi esosi per le tasche dei palermitani vaga per la Sicilia in cerca di una discarica disponibile. Questa situazione disastrosa può essere risolta prioritariamente mettendo i cittadini nelle condizioni di fare la raccolta differenziata. I centri comunali di raccolta, allo stesso modo delle isole ecologiche, sono strumenti fondamentali per raggiungere questo obiettivo ed il fatto che il Comune abbia perso l’occasione di realizzarli praticamente a costo zero, la dice lunga sull’interesse che davvero si ha verso la risoluzione di questo problema che ci trasciniamo da decenni".

La vicenda è stata fra temi dell’incontro organizzato ieri da Legambiente ai Cantieri culturali alla Zisa, al quale hanno partecipato per il Movimento 5 Stelle la capogruppo Viviana Lo Monaco e Daniela Tumbarello, consigliera della sesta circoscrizione.

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