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Lunedì, 17 Giugno 2024
Politica

Rap, le opposizioni dopo l'audizione dei sindacati al Comune: "Si rischia un'emergenza rifiuti già in estate"

A Bellolampo lo spazio residuo è di 40 mila metri cubi, il che garantisce un'autonomia fino a luglio: "Dobbiamo sperare che la settima vasca venga consegnata per tempo". Amministrazione sotto accusa per lo stanziamento destinato a Rap: "I 103 milioni appena concessi non sono sufficienti per un buon servizio"

Tra ritardi nella consegna della settima vasca e un piano economico-finanziario con cifre inferiori rispetto a quello richiesto dai manager di Rap (103 milioni anziché 106,5 milioni), i sindacati prospettano "uno scenario apocalittico" che potrebbero portare a "una nuova e drammatica emergenza rifiuti già in estate". Lo riferiscono i consiglieri di opposizione delle commissioni Bilancio e Partecipate, Mariangela Di Gangi (Progetto Palermo), Carmelo Miceli (Gruppo Misto), Massimo Giaconia (Progetto Palermo) e Concetta Amella (M5S), dopo un incontro con le sigle sindacali di Rap.

"Il quadro che ci hanno rappresentato è preoccupante. La decisione dell'amministrazione comunale di non fare propria la richiesta della Rap di revisione straordinaria del Pef, unita all’inerzia dell’amministrazione rispetto ai lavori della settima vasca che la Regione dovrebbe definire, determineranno il collasso del sistema rifiuti nel giro di pochissimi mesi". 

La Rap ha chiuso il primo trimestre di quest'anno con una risultato di esercizio negativo di oltre 1,9 milioni di euro e a Bellolampo la quarta vasca bis, l'unica dove è ancora possibile conferire i rifiuti, ha uno spazio residuo di soli 40 mila metri cubi. Il che garantirebbe un'autonomia fino a luglio. "Dobbiamo sperare che la settima vasca venga consegnata per tempo, altrimenti la Rap sarà costretta a portare i rifiuti fuori Palermo, con un aggravio di costi". A dirlo è Massimo Giaconia di Progetto Palermo, secondo cui "con il corrispettivo deciso dall'amministrazione, 103,5 milioni, slitterebbero le assunzioni e non si riuscirebbero a garantire gli investimenti. Oggi i dipendenti di Rap, scesi dai 2.300 di quando la società è stata costituita ai 1.500 attuali, lavorano il doppio delle ore previste dal loro contratto in base a un accordo integrativo. Per quanto tempo lo potranno fare?".  

I consiglieri di opposizione delle commissioni Bilancio e Partecipate, riunite oggi in seduta congiunta, hanno chiesto una convocazione urgente del sindaco "per confrontarsi con la nuova governance e i sindacati". "Fino ad oggi - dicono Lagalla- ha avuto un'opposizione più che responsabile che con lui ha condiviso, con fatti e atti, il percorso di risanamento del bilancio. Ciò che il sindaco deve sapere, però, è che noi delle opposizioni non abbiamo nessuna intenzione di condividere con lui la responsabilità di una città nuovamente piena di rifiuti per scelte basate solo sulla logica della quadratura dei numeri. Il tempo per rivedere tutto c’è e il sindaco non può più mettere la testa sotto la sabbia". 

"L'amministrazione - concludono - riveda urgentemente le proprie scelte sul Pef e affronti seriamente la situazione rifiuti. Insieme troveremo nuove soluzioni".

"Alla Rap - insistono Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel - servono 106,5 milioni di euro per garantire i servizi previsti dal contratto di servizio, oggi certamente non qualitativi in considerazione della cronica carenza di personale e di mezzi. Non è più sostenibile colmare le carenze strutturali di uomini e mezzi con la continuativa maggiore presenza dei lavoratori rimasti, tutto ciò in funzione di accordi sindacali sul doppio turno di raccolta dei rifiuti e sulla maggiore presenza nel domenicale. Non è certamente con lo slittamento delle assunzioni dei lavoratori che si riequilibrano le sorti della società, forse il tema dei costi potrebbe beneficiarne ma sia chiaro a tutti che i disservizi potrebbero solamente incrementarsi. Infatti i pensionamenti proseguono riducendo la forza lavoro e la carenza dei mezzi è certificata dai tanti mezzi a nolo utilizzati dall’azienda. La ricetta non può essere quella di ridurre i trasferimenti, a maggior ragione in presenza di un gettito Tari decisamente superiore ai 103 milioni di euro appena concessi all’azienda. Ai lavoratori è stato chiesto un cambio di passo e lo hanno fatto, adesso serve il cambio di passo della politica e soprattutto della burocrazia comunale. Vigileremo su eventuali ingiustificate esternalizzazioni di servizi". 

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