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I deputati difendono gli stipendi d'oro: niente tagli, ancora un rinvio

A questo punto l’Ars potrebbe votare il provvedimento a ottobre. Tabella H: si riducono gli enti beneficiari: gli esclusi protestano. Intanto rischia di essere bocciata la legge sul conflitto d’interessi voluta fortemente da Crocetta

Antonello Cracolici, presidente della commissione speciale per l'esame del ddl

La norma che dovrebbe tagliare gli stipendi dei deputati regionali slitta ancora. E a questo punto appare sempre più probabile che l’Ars voti il provvedimento a ottobre, se non all’inizio dell’inverno. La commissione è stata prorogata fino al 15 ottobre per definire il testo.

L’intenzione resta comunque quella di non copiare la legge nazionale, puntando sulla posizione autonoma dello Statuto siciliano. Antonello Cracolici, presidente della commissione speciale per l’esame del Ddl in materia statutaria e attuazione del decreto Monti, garantisce:  “La commissione speciale spending review lavorerà due mesi in più per approfondire alcune questioni tecniche ma l’entrata in vigore dei tagli resta invariata: così come stabilito, infatti, a partire dal primo gennaio 2014 le indennità dei parlamentari saranno ridotte a 11mila e 100 euro lordi omnicomprensivi (5,500 euro netti, ndr)”. I 90 onorevoli di Sala d’Ercole difendono con i denti i loro stipendi da 11.700 euro netti (esclusi però i bonus aggiuntivi).

Una giornata di tagli annunciati, polemiche e rinvii. Rischia di essere bocciata la legge sul conflitto d’interessi voluta fortemente da Crocetta, dopo lo scandalo nella formazione professionale. E a proposito di tagli, gli enti beneficiari dei fondi della nuova tabella H, dopo una maratona subiscono una sforbiciata: da 144 si sono ridotti a 93. Protestano gli eslusi. L'elenco è stato depositato ieri sera in commissione Bilancio all'Ars. Si parte da un budget complessivo da 16 milioni e mezzo di euro. 

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