Giovani socialisti: "Le scuole devono riaprire in sicurezza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La Federazione dei Giovani Socialisti di Palermo e di Sicilia tutta, unitamente al Partito Socialista Italiano palermitano, chiede risposte e certezze sulla scuola. Ci uniamo agli appelli della Rete degli Studenti Medi, delle consulte provinciali degli studenti e dei rappresentanti di classe e di istituto di moltissimi istituti di Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani, Agrigento e province. Tra meno di due settimane le scuole dovrebbero riaprire con una didattica in presenza al 50%. Il tutto dopo che il ministro dell’Istruzione non ha provveduto ancora a correttivi e implementazione di insegnanti e personale scolastico necessario, ad oggi insufficiente.

Inoltre mancano provvedimenti (che aspettiamo da undici anni) contro il sovraffollamento delle classi, con un numero di classi pollaio esorbitante. Cosa che danneggia clamorosamente gli studenti e gli insegnanti in questa era Covid. Molti studenti non hanno strumenti sufficienti necessari per affrontare la Dad, con le famiglie delle periferie e dei comuni dell’entroterra delle province privi sia di tablet o computer su cui lavorare sia di connessioni efficienti che ne causano l’impossibilità parziale o, talvolta, totale a partecipare alle lezioni.

Pretendiamo risposte. Su una campagna vaccinale degli studenti, dei docenti e del personale scolastico. Pretendiamo risposte sul superamento dei limiti classisti e deleteri di una Dad disastrosa e apocalittica sul piano formativo. Pretendiamo risposte sulle cattedre ancora vacanti. Pretendiamo risposte su un piano che riduca il sovraffollamento delle classi. Pretendiamo risposte e le pretendiamo ora. Noi studenti abbiamo il diritto di avere risposte da un governo nazionale e da un esecutivo regionale che ci ignora in maniera vergognosa. La formazione è un investimento per il futuro.

Disse Piero Calamandrei che “trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere”. Il governo Conte dimostri se per il futuro vuole cittadini o sudditi. Ma se ci vuole sudditi, non ci avrà facilmente e non resteremo a guardare. Lotteremo e manifesteremo come abbiamo sempre fatto, come abbiamo fatto negli anni delle peggiori gestioni della formazione. Governo e Regione si attivino al più presto.

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