Politica

La Reset tira il freno a mano: stop agli straordinari per i lavoratori

L'azienda ha preso questa decisione perché il Comune nel bilancio 2018 ha previsto 31 milioni di euro: 2 in meno rispetto alle somme stanziate nel 2017. Bloccati anche i servizi erogati nelle giornate di sabato e domenica

A partire da oggi, stop agli straordinari per i lavoratori della Reset. Lo ha deciso l'amministratore unico della società, Antonio Perniciaro Spatrisano, che ha bloccato anche i servizi erogati al Comune nelle giornate di sabato e domenica. Mentre per quanto riguarda i servizi presso il cimitero ed il canile municipale, "qualsiasi attività richiesta fuori dal normale orario contrattuale dovrà essere svolta in regime di 'banca ore' con recupero entro l'anno corrente".

Gli "ordini" ai dipendenti sono stati messi nero su bianco in una nota firmata anche dal responsabile dell'area Risorse umane Vincenzo Mirabile. La decisione dell'azienda è tassativa ed è stata presa perché nel 2018 la Reset si ritroverà in cassa 31 milioni di euro: 2 milioni in meno rispetto alle somme stanziate dal Comune nel 2017. "Tale situazione - scrivono Perniciaro e Mirabile - potrebbe generare per Reset una criticità sul conto economico del corrente esercizio 2018, tale da imporre operazioni correttive di contenimento dei costi finalizzate a salvaguardare l'equilibrio economico-finanziario aziendale".

I vertici della Reset hanno tirato il freno a mano dopo aver spulciato i numeri del bilancio di previsione approvato dalla Giunta (ma non ancora in Consiglio comunale, alle prese con il consuntivo 2017) che, se confermati da Sala delle Lapidi, porterebbero ad "alleggerire" il contratto di servizio. Da qui la necessità di bloccare gli straordinari nel quarto trimestre 2018. Con l'indicazione a tutto il personale di "effettuare la propria prestazione lavorativa secondo il regime delle 34 ore settimanali". Altro che aumento di ore: la promessa "strappata" dai sindacati al Comune non potrà essere rispettata. Il che si era già capito, tanto che i sindacati di categoria la scorsa settimana avevano fatto la voce grossa. Ora si scopre che la situazione è ancora più complicata. 

"Le azioni della società potranno essere riviste - concludono Perniciaro e Mirabile nella nota inviata a sindacati, responsabili di area, degli uffici e supervisori - qualora l'evoluzione dell'iter attualmente in corso per la definitiva approvazione del bilancio di previsione 2018 del Comune prevederà stanziamenti in linea con quelli del 2017".

"Dopo la tensione dei giorni scorsi, le rassicurazioni del sindaco, che però necessitano di un atto definitivo in Consiglio comunale, e la richiesta di convocazione nelle commissioni Bilancio e Partecipate, le tre note trasmesse dall'azienda appaiono quanto meno intempestive - afferma Salvo Barone, segretario generale Asia - Come può un amministratore, dopo che ha sottoscritto un contratto di servizio di neanche 30 milioni di euro, notevolmente al di sotto del capito di bilancio del pruriennale, che ha amministrato un’azienda pubblica come se fosse quella di famiglia, dove le corrette relazioni sindacali sono un lontano miraggio, oggi in un momento di evidente difficoltà, convocare un tavolo sindacale? Come può un’azienda che non ha mai comunicato alle organizzazioni nessuna sottoscrizione di contratti con le altre partecipate, non ha mai parlato con la Rsa dell'organizzazione del lavoro, e quindi anche delle ore di straordinario da distribuire ai lavoratori, informare le organizzazioni del relativo blocco? Come può un’azienda obbligare i lavoratori a programmare permessi e festività soppresse, completamente in contrapposizione con quanto stabilito dal Ccnl, quando la causa è la stessa scelta della firma del contratto di servizio? Come può un’azienda che attribuisce livelli superiori di inquadramento a "tempo" a pochi eletti, comunicare ai lavoratori dei cimiteri, dei canili e di tutte le altre aree che per anni hanno svolto mansioni superiori, che per loro adesso non ci sarà neanche più lo straordinario? Abbiamo come l'impressione che ci sia una nave allo deriva, in cui il capitano ha vissuto con i suoi eletti neella stanza più bella, ed essendosi accorto che sta per affondare vorrebbe fare salire a bordo i marinai ammassati sulla stiva, per annegare tutti insieme. Un vero capitano abbandona la nave per ultimo e salva i propri marinai. Lo strumento dello straordinario è stato per questa gestione un modo per accontentare e sopperire alle tante imperfezioni da regolarizzare, ore mancanti per il raggiungimento del full-time e inquadramento, con scelte rigorosamente unilaterali ed inique. Si paventa il rischio di una perdita di bilancio, ma chi è causa del suo male pianga se stesso. Dai sindacati nessuna altra disponibilità. Sappiamo cosa fare per tutelare i lavoratori, non gli amministratori".

"Il caso Reset deve essere affrontato immediatamente, altrimenti a rimetterci in primis sarà la città, che con il blocco dello straordinario e le prestazioni di sabato e di domenica, recentemente disposto dai vertici dell'azienda, subirà una riduzione dei servizi essenziali, considerato che i predetti istituti venivano utilizzati per sopperire al partime - dichiara il consigliere comunale Massimo Giaconia (Palermo 2022) -. Nelle ultime riunioni di maggioranza con il sindaco, ho manifestato preoccupazione per il caso Reset, invitando lo stesso e la maggioranza tutta, a farci carico dell'annosa vertenza Reset e risolverla nel rispetto dell'accordo sindale del dicembre 2014  nonché nel rispetto degli impegni assunti con i lavoratori. E' indubbia la necessità di apportare le necessarie modifiche al capitolo di spesa Reset già in sede di approvazione del bilancio 2018/2019, ma già da subito é fondamentale istituire la famosa 'cabina di regia' delle partecipate alla quale assegnare la mission di modificare i contratti di servizi e riattivare la mobilità interaziendale, utile anche per colmare i vuoti di organico in aziende come Amat e Rap. Sono certo che amministrazione e maggioranza si faranno trovare pronti". 

"La solita strategia del presidente Reset per istigare i lavoratori contro la politica, e ottenere quanto richiesto nel bilancio: la dimostrazione è che i dipendenti non lamentano le scelte dell'amministratore unico, ma quelle della politica locale - sostiene Ottavio Zacco, consigliere comunale di Sicilia Futura -. Strategia inutile che crea disagi alla città sopratutto ai servizi cimiteriali comunali già in agonia e anche una riduzione delle entrate al Comune, in quanto il forno crematorio passerebbe da una media di 5 salme a 3 giornaliere. Una strategia inutile perché il problema è stato già affrontato in sede di riunione di maggioranza con il sindaco, la volontà del Consiglio comunale è trovare le risorse necessarie per Reset e garantire i lavoratori che in questi anni hanno dimostrato una crescita professionale e attaccamento all'azienda". 

Per Sandro Terrani, capogruppo Mov139: "Non bisogna più perdere tempo e trovare immediatamente una soluzione all'ennesima problematica, che ogni anno la Reset lamenta. Bisogna rispettare l'accordo del dicembre 2014, per mettere a regime una società che oramai svolge servizi essenziali per la città, come quelli cimiteriali, manutenzione del verde e delle spiagge. Infatti mancano i 3 milioni dell'anno 2017 e i 2 milioni che il Consiglio comunale ha inserito nella delibera 7 del marzo 2015. Il Consiglio farà la sua parte affinché la società non rischi che questi milioni in meno si trasformino in perdita economica, tale da mettere a rischio la stessa esistenza della società, poiche si ridurrebbe il capitale sociale".
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Reset tira il freno a mano: stop agli straordinari per i lavoratori

PalermoToday è in caricamento