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Stop al regolamento sulla movida, accolta richiesta di sospensiva

Il Cga ha ribaltato il pronunciamento del Tar dopo il ricorso presentato da un gruppo di locali riuniti nell'associazione Vivo Civile: "Risarcimento danni, il Comune ora rischia"

Il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto la richiesta di sospensiva del regolamento sulla movida. Il ricorso era stato presentato da un gruppo di locali riuniti nell'associazione Vivo Civile, difesi dall’avvocato Giovanni Puntarello (lo stesso legale che ha impugnato la precedente ordinanza sindacale). Lo scorso autunno, Vivo Civile aveva presentato ricorso contro il regolamento che il Consiglio comunale ha approvato malgrado la netta contrarietà delle associazioni di categoria e di alcune opposizioni a Sala delle Lapidi.

Oggi il Cga ha ribaltato il precedente pronunciamento del Tar, che aveva rigettato la richiesta di sospensiva. "Aspettiamo di leggere il dispositivo, ma la pronuncia odierna del cga sconfessa una linea unilaterale che coinvolge non più soltanto l'amministrazione ma, con l’approvazione in Consiglio, anche la maggioranza che la sostiene e che, nonostante i ripetuti appelli delle associazioni e di parte delle opposizioni in consiglio, ha ostinatamente proseguito per la propria strada con il rischio di trovarsi davanti, qualora venisse confermata la nullità delle sanzioni, decine di cause di risarcimento danni". E' quanto affermano sono Marcello Robotti e Antonio Ferrante, rispettivamente presidente e presidente onorario di Vivo Civile.

"Dopo anni di auspici vani e puntualmente risolti nelle aule di tribunale - concludono Robotti e Ferrante - crediamo sia arrivato il momento di chiedere con fermezza che l'amministrazione apra un vero dibattito con chi ha dimostrato responsabilità dentro e fuori le istituzioni perché non è più possibile vivere in una città in cui pagano sempre quei cittadini che chiedono regole chiare per poter riposare e lavorare e invece si trovano, paradossalmente, ad essere i primi ad essere vessati nonostante le ripetute richieste di dialogo e collaborazione”.

“L’ordinanza del Cga depositata oggi - commenta l'assessore alle Attività produttive Giovanna Marano, lascia pressoché integra l’impostazione del regolamento comunale sull’intrattenimento serale nei locali, approvato dal Consiglio comunale nello scorso novembre. Il provvedimento dei giudici amministrativi salvaguarda infatti le disposizioni sugli orari e sull’assetto sanzionatorio previsti, che giudica 'sufficientemente equilibrati' e si limita ad accogliere il rincorso per due commi dell'articolo 6 relativi alle emissioni acustiche esterne che restano comunque vietate con amplificazione. In tal senso si continuerà a operare, nei controlli, tenendo conto delle sole limitazioni indicate".

"Questa amministrazione - dice invece Giovanni Randisi, consigliere ottava circoscrizione - continua a mostrare un modo autoritario di fare politica perché prende decisioni senza interpellare cittadini ed esercenti. Più volte è stato chiesto un confronto anche su altre problematiche ma il Sindaco e gli assessori Marano e Catania non si sono neanche degnati di rispondere. Se condividessero con la città i problemi e lo studio delle soluzioni, garantirebbero trasparenza ed efficacia. Il loro metodo, a mio avviso, è quello sbagliato e continuando così punteranno alla desertificazione economica di Palermo imponendo regole fuori ogni logica”.

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